Riapre al transito la strada di Poggio dopo il crollo
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Le immagine della frana sulla strada provinciale di Poggio 2 MINUTI DI LETTURA
MARCIANA. In via di ultimazione i primi lavori di messa in sicurezza della frana che dieci giorni fa ha invaso la strada provinciale all'ingresso di Poggio. L'intervento è stato eseguito da una ditta privata, incaricata dai proprietari dell'hotel Monte Capanne che si trova proprio sopra il muro di contenimento crollato. I lavori dovranno ora superare l'esame da parte dei vigili del fuoco e della Provincia per poi consentire la parziale riapertura della strada. L'ipotesi, come spiega il sindaco di Marciana Anna Bulgaresi, è quella di riaprire al transito delle auto con un senso unico alternato «e nel frattempo - continua il primo cittadino - andare avanti con la messa in sicurezza vera e propria dell'area». Il crollo, avvenuto nel primo pomeriggio del 20 dicembre scorso, aveva provocato la caduta di terra e massi in grande quantità e di una porzione della terrazza dell'hotel. I detriti avevano seppellito tre auto, tutte di proprietà della famiglia Ferruzzi, ex proprietaria dell'hotel e residente nelle vicinanze dell'area interessata alla frana. Per fortuna al momento del cedimento non stava transitando nessuno e i danni hanno riguardato solo le cose oltre a imporre lo sgombero dell'hotel che in quel momento, comunque, ospitava solo il custode. «L'avvio dei lavori - spiega Bulgaresi - è slittato di qualche giorno perché abbiamo dovuto superare non poche difficoltà per liberare la strada dai detriti». Le operazioni sono comunque in via di ultimazione e già per quest'oggi è previsto il sopralluogo da parte dei vigili del fuoco e dei tecnici della provincia per verificare la sicurezza del versante e autorizzare la riapertura della strada (probabilmente da domani) «che sarà di nuovo percorribile - continua il sindaco - ma con un senso unico alternato fino a quando non verrà definitivamente messo in sicurezza il versante». A farsi carico dell'intero intervento la proprietà dell'hotel, riconducibile a un imprenditore australiano che opera nel settore dell'oro e che, poche ore dopo il crollo su sollecitazione del Comune, aveva incaricato un esperto per le prime verifiche.
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