Meno di 400 parti, il punto nascite ritorna a rischio
2 MINUTI DI LETTURA
Il punto nascita di Villamarina non è in una botte di ferro. Da una parte calano i parti, scesi ulteriormente dai 401 del 2009 ai 393 registrati fino a ieri sera. Dall'altra, i contenuti della conferenza Stato Regioni fanno raddoppiare (da 500 a mille, quota intermedia 800) la soglia minima delle nascite annue in grado di mantenere in funzione i reparti maternità italiani. In diminuzione anche i parti a Cecina. La proiezione del dato consolidato di ottobre si attesta su 780, con un calo di un centinaio. A Livorno l'anno si chiuderà con circa 960 nascite. «Non c'è da fare allarmismo.
Ma su Villamarina il problema c'è ed ignorarlo sarebbe sbagliato. Bisogna andare oltre le rassicurazioni formali». Il giudizio è di Paolo Camelli, segretario provinciale della funzione pubblica Uil. Relazione Mef alla mano (si tratta degli indicatori delle performance raggiunte dai servizi sanitari in ogni presidio toscano), il sindacalista sottolinea criticità ed eccellenze dei vari reparti ospedalieri di Piombino. E il giudizio su maternità e ostetricia che deduce, è positivo. La difesa, per Camelli, deve basarsi su questo elemento. Che taglia fuori la presunta scarsa sicurezza offerta dai punti nascita in cui si partorisce meno. Altro conto, il fattore della spesa. «Un problema economico, evidentemente, c'è. Perchè - prosegue Camelli - un parto a Villamarina e in strutture similari costa circa 2.500 euro mentre in strutture più grandi, dove sono possibili economie di scala, il parto ne costa otto o novecento». Di fronte ad una coperta ritenuta sempre più corta e alla necessità di mantenere un servizio con quelle caratteristiche qualitative, il sindacalista adotta l'approccio pragmatico. Senza escludere, cioè, di dover affrontare altre forme di risparmio e di ottimizzazione delle risorse. Il quadro tracciato dalle valutazioni Mef 2010, indica criticità da affrontare ed eccellenze da consolidare attraverso investimenti adeguati. Nel primo capitolo, dove dunque sono possibili margini di riorganizzazione, si trovano i ricoveri dal pronto soccorso (2.603 pari al 10,8). Parliamo di un dato buono rispetto alla provincia e alla regione, che, però, potrebbe migliorare con l'introduzione dei 4 posti-letto in astanteria e breve osservazione.
Altre risposte sono attese dall'ospedale di comunità, che permetterà di assorbire i ricoveri a scopo diagnostico e i ricoveri, che vanno oltre la media regionale e hanno spesso alle spalle una problematica sociale, degli ultrasessantacinquenni. Le migliori valutazioni Mef si concentrano sulle prestazioni ortopediche (femore e anche) e sull'urologia, dove Villamarina supera le performance di Cecina e Livorno. Bene anche otorino e la durata della degenza media preoperatoria.
Ma su Villamarina il problema c'è ed ignorarlo sarebbe sbagliato. Bisogna andare oltre le rassicurazioni formali». Il giudizio è di Paolo Camelli, segretario provinciale della funzione pubblica Uil. Relazione Mef alla mano (si tratta degli indicatori delle performance raggiunte dai servizi sanitari in ogni presidio toscano), il sindacalista sottolinea criticità ed eccellenze dei vari reparti ospedalieri di Piombino. E il giudizio su maternità e ostetricia che deduce, è positivo. La difesa, per Camelli, deve basarsi su questo elemento. Che taglia fuori la presunta scarsa sicurezza offerta dai punti nascita in cui si partorisce meno. Altro conto, il fattore della spesa. «Un problema economico, evidentemente, c'è. Perchè - prosegue Camelli - un parto a Villamarina e in strutture similari costa circa 2.500 euro mentre in strutture più grandi, dove sono possibili economie di scala, il parto ne costa otto o novecento». Di fronte ad una coperta ritenuta sempre più corta e alla necessità di mantenere un servizio con quelle caratteristiche qualitative, il sindacalista adotta l'approccio pragmatico. Senza escludere, cioè, di dover affrontare altre forme di risparmio e di ottimizzazione delle risorse. Il quadro tracciato dalle valutazioni Mef 2010, indica criticità da affrontare ed eccellenze da consolidare attraverso investimenti adeguati. Nel primo capitolo, dove dunque sono possibili margini di riorganizzazione, si trovano i ricoveri dal pronto soccorso (2.603 pari al 10,8). Parliamo di un dato buono rispetto alla provincia e alla regione, che, però, potrebbe migliorare con l'introduzione dei 4 posti-letto in astanteria e breve osservazione.
Altre risposte sono attese dall'ospedale di comunità, che permetterà di assorbire i ricoveri a scopo diagnostico e i ricoveri, che vanno oltre la media regionale e hanno spesso alle spalle una problematica sociale, degli ultrasessantacinquenni. Le migliori valutazioni Mef si concentrano sulle prestazioni ortopediche (femore e anche) e sull'urologia, dove Villamarina supera le performance di Cecina e Livorno. Bene anche otorino e la durata della degenza media preoperatoria.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
