Italia
Il sindaco di Suvereto boccia il dissalatore «Sfruttiamo la Gera»
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PIOMBINO. Nonostante le rassicurazioni fornite in questi giorni dall'Asl, la qualità dell'acqua che esce da nostri rubinetti continua a preoccupare, non solo i cittadini ma anche gli amministratori. Fermo restando che secondo le autorità sanitarie l'acqua si può bere, con la sola limitazione per i bambini sotto i 3 anni, il problema di fondo è come arrivare preparati al 2012, quando cadranno le deroghe dell'Ue. A quella scadenza la percentuale di arsenico non dovrà superare i 10 microgrammi/litro e quella del boro 1 milligrammo/litro. Secondo i dati Asl la media del 2009 in Val di Cornia è stata invece di 11,9 per l'arsenico e di 2,75 per il boro, con punte più alte a Piombino e Suvereto. A prendere una posizione chiara sulla necessità di intervenire rapidamente è il sindaco di Suvereto Giampaolo Pioli. «Le deroghe concesse dalla Ue, che ci tranquillizzano circa la potabilità - sostiene - ci impegnano ad agire con decisione perché a quella scadenza i valori siano rientrati nei parametri previsti». «Sappiamo quali sono i progetti in campo - ricorda Pioli - La "dorsale tirrenica", la condotta che porterà acqua "pulita" dal nord della provincia, ma non sarà attiva prima del 2015. E la proposta di dissalatore di acqua marina, che, secondo l'Asa, sarà possibile attivare entro due anni». Ma secondo il sindaco Pioli «qualche perplessità su questo progetto, l'unico peraltro messo in campo in vista del 2012, nasce dalla sua assoluta vaghezza. Si parla di un investimento di 20 milioni, che per ora non ci sono. Si parla di un costo di esercizio altissimo (4-5 milioni all'anno). Quanto può venire da finanziamenti regionali, statali e privati? E quanto andrà in tariffa, a carico dei cittadini? Che ci vada il costo di esercizio è più che sicuro. Bisogna che su questo Ato e Asa siano chiari rapidamente visto che 24 mesi sono pochissimi per trovare i soldi, progettare, realizzare, mettere in esercizio». Ma il sindaco di Suvereto non si limita a questo e rilancia l'idea dello sfruttamento delle acque superficiali del Cornia: «Visto che una serie di analisi (fatte dal Consorzio di bonifica, dall'Arpat, dal Comune di Suvereto), sembrano mostrare che in superficie, nel Cornia e in alcuni affluenti, i valori di boro e arsenico sono molto più bassi, riaprire il discorso sull'utilizzo ad uso potabile di quelle acque non potrebbe portare un forte contributo alla soluzione?». «L'utilizzo multiplo (agricolo, ma anche potabile) di bacini come la Gera non sarebbe utile e conveniente? Si dice che il "deflusso minimo vitale" del Cornia è molto alto e non permette grandi prelievi in superficie. Ma sappiamo che anche questo può essere discusso e rivisto. L'Ato è disponibile a farlo?», chiede il sindaco. «Non sarebbe più economico e più rapido, in vista della scadenza?». Pioli propone dunque di riprendere in sede politico-istituzionale - l'unica deputata a decidere, visto Asa è un semplice gestore - il dibattito sul ruolo del Cornia e del suo bacino, come una fonte primaria di approvvigionamento. «Domande cui i tecnici devono accompagnare dati, cifre, ipotesi tecniche. Questo è il loro ruolo, non quello di decidere della politica delle acque».
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