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Stefania Franci, titolare di un negozio, racconta la sua odissea: «Ormai sono costretta a chiudere»
Venturina, il crac Donati miete altre vittime
Francesco Rossi
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Gli uffici di Donati a Venturina Tanti i soldi da pagare allo Stato e le banche danno un aiuto limitato
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VENTURINA. «Sono giunta veramente al limite, è un anno che lotto con tutte le mie forze per conservare questo negozio cui ho dedicato tanto impegno, ma non so se riuscirò. E' dura stare sempre sul filo del rasoio». A parlare è Stefania Franci, titolare del negozio di fiori "L'oasi" in via Dante Alighieri. Sostiene che la fonte dei guai è la gestione dei conti da parte del suo consulente Riccardo Donati. Il commercialista l'ha lasciata a debito nei confronti dello Stato per una somma cospicua. La negoziante racconta di essere stata sua cliente dal 1999 e di essersi fidata di lui ciecamente. Poi i primi dubbi, a seguire le prime certezze, presentatesi sotto forma di ingiunzioni dell'Agenzia delle entrate, che «Donati sosteneva fossero dovute ad errori di calcolo ed a mancati aggiornamenti dello Stato. Poi stampando qualcosa al computer, cercava di convincermi che non c'era da preoccuparsi». La titolare de "L'oasi" aggiunge che l'ammontare del suo debito verso il fisco è dovuto anche a veri e propri errori commessi per incompetenza dal suo vecchio commercialista. «Nonostante la crisi e la bufera del Donati però la professionalità vince - sostiene con orgoglio - ed anche quest'anno il mio negozio ha allestito una vetrina natalizia di gran classe». Perché allora di fronte a questo entusiasmo nei confronti del proprio lavoro, uno dovrebbe gettare la spugna? «Perché in aggiunta a quello che devo pagare per le imposte arretrate - risponde - le banche ci danno un aiuto molto limitato ed i fornitori vogliono essere pagati subito. Vede queste piante che adornano il negozio? Sono tutte già state pagate, non si può avere neppure una fattura ad una settimana, vogliono essere saldati subito. C'è qualcuno che comprende la situazione, ma lo stesso ti sta continuamente con il fiato sul collo e non ti dà tregua. Quanto potremo resistere, io e tutti gli altri ex-clienti del Donati»?
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