Il presidio
«Rimigliano, così scompare la tenuta»
Paolo Federighi
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Il Comitato per Campiglia ha presentato 6 osservazioni alla Variante per la Tenuta di Rimigliano. Alberto Primi, presidente del Comitato, nel documento contenente le osservazioni, ha premesso una sua analisi dell'intero intervento previsto nella Tenuta.
«All'azienda agricola - afferma Primi- saranno lasciati solo 650 mq di edifici, mentre al contempo si prevede di impiantare, oltre alle colture esistenti, un oliveto di 11 ettari e un pescheto di 5 ettari. Non vengono previste prosegueabitazioni per addetti all'azienda, né spazi di ritrovo, servizi e annessi per riserva venatoria, ippovia, percorsi didattici, futuro frantoio e per tutte quelle possibilità che un'azienda deve avere in avvenire, dalla trasformazione e conservazione della frutta all'attività di produzione di miele». «In realtà - dice il presidente del Comitato - lo scopo del piano è la realizzazione di 180 appartamenti da vendere e di un albergo da 150 posti letto senza alcuna giustificazione aziendale, con demolizione del 70% circa delle preesistenze, realizzazione di volumi nuovi pari ai demoliti da spargere qua e là nei nuclei poderali. Un'operazione immobiliare valutabile in circa 100 milioni di euro, che in nessun modo garantisce la vitalità dell'azienda agricola». Alberto Primi chiedi quindi di «mantenere abitazioni rurali in base alle ore di lavoro dichiarate, luoghi di ritrovo, ristoro e servizi per l'attività venatoria e l'ippovia. Inoltre luoghi per conferenze e servizi per i percorsi didattici, spazi per il frantoio, per la conservazione delle pesche, per l'imbottigliamento dell'olio e per le trasformazioni della frutta di un'azienda certificata biologica». La seconda e terza osservazione sono quelle di «ridurre la dimensione dell'albergo a 60-70 posti letto e rendere gli acquirenti degli appartamenti e dell'albergo compartecipi della gestione, manutenzione e potenziamento dell'azienda agricola». La quarta osservazione implica di «sostenere - sostiene Primi - le spese di un esproprio pubblico delle aree ancora private nel parco a mare. Questo carico economico sostituirebbe la proposta di cedere al Comune una fascia boscata lungo via della Principessa, la quale, essendo inutilizzabile, costituirebbe un aggravio economico per la manutenzione».
Le ultime due osservazioni prevedono di «sostituire la cessione al Comune dell'ex scuola di Rimigliano con l'assumersi il costo economico di un esproprio, attivato dal Comune, del complesso inutilizzato del Nido dell'Aquila» e di «rivedere i sistemi aggregativi dei nuclei poderali, riducendo il trasferimento dei volumi da un nucleo poderale all'altro e la quantità di demolizioni, in favore di una più estesa manutenzione dove vi siano testimonianze storiche dell'azienda, e riduzione della quantità di piscine, pergolati con pannelli e altri manufatti che avrebbero un impatto negativo e deformante sul paesaggio».
«All'azienda agricola - afferma Primi- saranno lasciati solo 650 mq di edifici, mentre al contempo si prevede di impiantare, oltre alle colture esistenti, un oliveto di 11 ettari e un pescheto di 5 ettari. Non vengono previste prosegueabitazioni per addetti all'azienda, né spazi di ritrovo, servizi e annessi per riserva venatoria, ippovia, percorsi didattici, futuro frantoio e per tutte quelle possibilità che un'azienda deve avere in avvenire, dalla trasformazione e conservazione della frutta all'attività di produzione di miele». «In realtà - dice il presidente del Comitato - lo scopo del piano è la realizzazione di 180 appartamenti da vendere e di un albergo da 150 posti letto senza alcuna giustificazione aziendale, con demolizione del 70% circa delle preesistenze, realizzazione di volumi nuovi pari ai demoliti da spargere qua e là nei nuclei poderali. Un'operazione immobiliare valutabile in circa 100 milioni di euro, che in nessun modo garantisce la vitalità dell'azienda agricola». Alberto Primi chiedi quindi di «mantenere abitazioni rurali in base alle ore di lavoro dichiarate, luoghi di ritrovo, ristoro e servizi per l'attività venatoria e l'ippovia. Inoltre luoghi per conferenze e servizi per i percorsi didattici, spazi per il frantoio, per la conservazione delle pesche, per l'imbottigliamento dell'olio e per le trasformazioni della frutta di un'azienda certificata biologica». La seconda e terza osservazione sono quelle di «ridurre la dimensione dell'albergo a 60-70 posti letto e rendere gli acquirenti degli appartamenti e dell'albergo compartecipi della gestione, manutenzione e potenziamento dell'azienda agricola». La quarta osservazione implica di «sostenere - sostiene Primi - le spese di un esproprio pubblico delle aree ancora private nel parco a mare. Questo carico economico sostituirebbe la proposta di cedere al Comune una fascia boscata lungo via della Principessa, la quale, essendo inutilizzabile, costituirebbe un aggravio economico per la manutenzione».
Le ultime due osservazioni prevedono di «sostituire la cessione al Comune dell'ex scuola di Rimigliano con l'assumersi il costo economico di un esproprio, attivato dal Comune, del complesso inutilizzato del Nido dell'Aquila» e di «rivedere i sistemi aggregativi dei nuclei poderali, riducendo il trasferimento dei volumi da un nucleo poderale all'altro e la quantità di demolizioni, in favore di una più estesa manutenzione dove vi siano testimonianze storiche dell'azienda, e riduzione della quantità di piscine, pergolati con pannelli e altri manufatti che avrebbero un impatto negativo e deformante sul paesaggio».
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