Ruba calze come dono alla moglie
Cecilia Cecchi
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I banchi del mercato in via Ferrer Operaio disoccupato preso sul fatto al mercatino dal titolare del banco In commissariato non vuole denunciarlo più, ma ormai è troppo tardi
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PIOMBINO. Certo, un paio di calze rubate. Siamo sotto Natale e l'operaio, senza lavoro da tempo, pensa di mettere da parte - così - un regalo per la moglie. Segno dei tempi che corrono per chi è privo di mezzi. La storia ha come scenario il mercato settimanale. In via Ferrer sono circa le 11: le frequentazioni tra i banchi sono al massimo. Il titolare di un banco che vende biancheria acciuffa un quarant'enne mentre nasconde un paio di calze da donna nella tasca del proprio giubbotto. Esasperato per le troppe volte che capitano furti, il commerciante non perde tempo, prende con sè il ladro e l'accompagna direttamente al commissariato. Il poliziotto di servizio nell'ufficio denunce raccoglie le dichiarazioni dei due. Quando tocca all'operaio parlare, spiega - quasi scusandosi - che sì, non doveva, ma impossibilitato a provvedere altrimenti, ha pensato che proprio quel paio di calze potessero essere un dono comunque utile per la moglie. Attimi di incertezza. Soprattutto perché il commerciante, comprendendo la situazione di difficoltà, non ne voleva proprio più sapere di sporgere denuncia. Ma il furto è furto e le motivazioni non cambiano la legge. Ormai poco da fare: il procedimento per furto aggravato visto che la merce era esposta (denuncia a piede libero) prosegue e non è più possibile fermarlo. Certo c'è denuncia e denuncia, e questa anche se per furto aggravato, ha assunto per tutti un sapore molto particolare.
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