Incontro domani al Centro giovani
L'ultimo tentativo per salvare il classico
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PIOMBINO. La cultura umanistica tradizionalmente trasmessa dal liceo classico non ha più niente da dire ai giovani d'oggi? Oppure il suo messaggio conserva ancora un significato utile a guidare i ragazzi fra le contraddizioni e le sfide della società del XXI secolo? Parte da questi interrogativi "Il filo d'Arianna", iniziativa per il rilancio del liceo classico piombinese, minato in questi ultimi anni da una crisi di iscrizioni. Incontro domani pomeriggio al Centro giovani (dalle 16.30). I saluti e la presentazione saranno affidati ad Anna Tempestini, assessore all'istruzione. A seguire, gli interventi di Alessandro Barchiesi, docente di letteratura latina presso l'università di Siena, di Stefano Bennati, che insegna scienza delle costruzioni all'ateneo di Pisa e un'intervista in video a Remo Bodei, professore di filosofia alle università di Pisa e di Los Angeles. L'attore Fabio Carraresi leggerà pagine di Marguerite Yourcenar, Italo Calvino, Thomas Eliot e Seneca. Conduce Lorenza Boninu, insegnante di lettere del liceo Carducci. Che specifica: «Il classico di Piombino è una scuola che ha dato moltissimo al tessuto culturale e civile della città, ma, come mille altre, risente, senza sue responsabilità, di una situazione generale - non particolarmente felice - della nostra pubblica istruzione in questo momento». Eppure la cultura classica, aggiunge Boninu, non può essere sottovalutata: «E' una questione di consapevolezza, di memoria, se vogliamo di identità. Un individuo che per qualche motivo abbia smarrito la memoria non sopporta la sua inconsapevolezza ed è qualcuno che ha bisogno di essere curato per recuperare se stesso». Buttare via il latino e il greco come materie inutilmente difficili, conclude la professoressa Boninu, «è un errore grossolano. Questi studi non tolgono nulla alle competenze di base necessarie a risolvere problemi e questioni di tipo scientifico. Casomai ti forniscono uno strumento in più». M.M.A.
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