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«Francardi tiri fuori gli studi tecnici su Baratti»

Il Casone di Baratti
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Il Casone di Baratti

Comitato all'attacco dell'assessore: se sono stati smarriti si dimetta

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 PIOMBINO. «Dove sono finiti gli studi tecnici su Baratti che l'amministrazione comunale dice di aver prodotto? Forse sono andati perduti? L'assessore Francardi farebbe bene a decidere se ritrovare quei documenti o dimettersi».  E' duro il Comitato "Giù le mani da Baratti", dopo che l'assessore all'urbanistica Luciano Francardi aveva definito «superata» la bozza diffusa dal Comitato sul Piano Particolareggiato del Parco di Baratti e Populonia. «Francardi sostiene che il documento vero su Baratti si trova su Internet - dice il Comitato - e ci accusa di "pura speculazione" per aver diffuso un testo ormai vecchio. Premesso che non siamo noi ad averlo diffuso, ma è l'amministrazione che lo ha distribuito ai consiglieri comunali non più tardi di pochi mesi fa, apprendiamo con stupore che il Comune di Piombino i documenti veri li mette su Internet e quelli inutili li spedisce ai consiglieri. Interessante evoluzione istituzionale che fa riflettere sulla considerazione riservata ai rappresentanti dei cittadini».  Il comitato cita poi la considerazione di Francardi su quella bozza, «definita "idee, schizzi, proposte dei tecnici assolutamente inattuali" perché risalenti niente meno che al 2009. Eppure in quelle schede si parla dettagliatamente di come stravolgere Baratti, a cominciare dai 60 posti letto "di alta categoria" con piscina coperta "di acqua salata" al Casone. Per tranquillizzarci, Francardi dice che quelle parole non valgono niente. Ne prendiamo atto con soddisfazione».  "Giù le mani da Baratti" poi è polemico con Francardi quando «ammette che "nel corso del processo di definizione della bozza di piano è stato redatto molto materiale, mappe, schede e altro". Bene, possiamo vedere tutta la documentazione che è all'origine del Piano particolareggiato che il Comune ha sottoposto alla discussione? Esiste o no il "Rapporto di sintesi della valutazione integrata" sia per il Casone che per l'edificio della Croce Rossa cui si fa cenno nelle schede? Qui è in gioco la credibilità di chi, su nostra sollecitazione, ha dovuto avviare un percorso di partecipazione che rischia di diventare una presa in giro se non vengono messi sul tavolo tutti i materiali disponibili. Anche perché è proprio in base a questi studi, della cui serietà non abbiamo motivo di dubitare, che si è scelta la soluzione alberghiera per il Casone al posto di altre opzioni più coerenti con le caratteristiche del sito archeologico, per non parlare delle concessioni balneari, dell'allargamento del campo boe e di una inutile porta al parco, il tutto in nome di un modello di sviluppo turistico basato ancora sul consumo di suolo, risorse e beni comuni. Se la risposta è che quegli studi e quelle analisi tecniche sono stati smarriti - conclude il Comitato - come ha balbettato venerdì scorso lo stesso Francardi rispondendo a una precisa domanda di un cittadino partecipante, allora forse si è smarrito anche lui e farebbe bene a decidere se ritrovare quei documenti o dimettersi».

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