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Testamento biologico, registri legittimi

Testamento biologico, registri legittimi

L'assessore Tempestini polemica col ministro Sacconi che aveva definito quegli atti «privi di efficacia giuridica»

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PIOMBINO. Sulla legittimità dei registri sul testamento biologico gestiti dai Comuni l'assessore alle politiche sociali Anna Tempestini è polemica sulle dichiarazioni del ministro Sacconi e sulla circolare ministeriale che definisce questi registri «privi di qualunque efficacia giuridica».  «Dichiarazioni come quelle sono inaccettabili - afferma Tempestini - E' importante ricordare che le sentenze Welby, Englaro e Nuvoli hanno stabilito in modo chiaro il diritto costituzionale a interrompere le terapie anche attraverso le dichiarazioni anticipate registrate dai Comuni rendendo, pertanto, validi questi registri».  Tempestini spiega che «anche se non esiste ancora una legge sul testamento biologico nel nostro Paese, esistono norme fondamentali nell'ordinamento giuridico italiano che sanciscono il diritto alla salute e stabiliscono alcuni principi di efficacia rispetto alle dichiarazioni anticipate. Un riferimento fondamentale a questo diritto è contenuto nell'articolo 32 della Costituzione, dove si stabilisce che "nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizioni di legge", e che la legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona. Bene ha fatto l'Anci, l'associazione che rappresenta tutti i Comuni italiani indipendentemente dalle diversità politiche, a rispondere quindi ribadendo la competenza dei Comuni a raccogliere queste dichiarazioni di volontà».  Il testamento biologico consente ai cittadini di esprimere anticipatamente la propria volontà sui trattamenti medico-sanitari ai quali desiderano o non desiderano essere sottoposti nel caso in cui, a causa di gravi infortuni o di patologie invalidanti, non fossero più in grado di esprimere il proprio consenso o il proprio dissenso informato all'atto medico. «E' una risposta importante - dice l'assessore - alle esigenze dei cittadini».  A Piombino è stato istituito lo scorso maggio, con un'iniziativa avviata dal Comune e da "Libertà e Giustizia", promotrice di una petizione popolare a favore dell'istituzione del registro con una raccolta di firme depositate direttamente in Comune. Dalla sua istituzione a oggi sono 7 le persone che hanno chiesto di potersi avvalere di questa possibilità.

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