Il Tirreno

Allarme escavazioni nel Cornia

Melisanda   Massei Autunnali
Allarme escavazioni nel Cornia

Possibili dissesti idrogeologici, esposto dell'ex presidente del Cigri

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CAMPIGLIA. I lavori di escavazione delle ghiaie lungo il Cornia costituiscono danni rilevanti per l'ambiente e l'approvvigionamento idrico e mettono in pericolo la pubblica incolumità. Lo sostiene Enzo Raspolli, direttore del soppresso Cigri, che ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica. Questi lavori, spiega Raspolli, vengono presentati come interventi di bonifica agraria che prevedono l'asportazione di sabbie e di ghiaia e la loro sostituzione con terre di recupero: operazione che però - unita alla parallela distruzione della flora riparia - ha come conseguenza quella di portare il fiume a scorrere su un letto sempre più impermeabile e dunque a velocizzare il proprio corso, specie quando è in piena. Questa accelerazione può essere pericolosa per tutta la parte bassa del bacino, che, assieme a persone e a cose, rischia di essere investita da una vera e propria "bomba d'acqua".  Che quei terreni divengano agricoli, specifica Raspolli, non interessa nessuno: sono le ghiaie che interessano: «I profitti della vendita - commenta - sono privati, mentre i danni riguardano tutti». A questo si aggiunge il fatto che le ghiaie costituiscono la "matrice" da cui si forma la sabbia: prelevarle dalla loro sede naturale comporta l'alterazione del loro regime di trasporto. L'ultima considerazione riguarda le aziende che lavorano lungo gli inerti del Cornia e che in assenza di controlli scaricano in acqua i fanghi derivati dalle operazioni: un processo che provoca la cementificazione delle ghiaie e ostacola il naturale processo di ravvenamento del fiume. Con varie conseguenze: tra cui l'interruzione della garanzia di acque potabili in Val di Cornia e l'accentuazione del processo di abbassamento dei terreni, con possibili danni alle abitazioni. «L'Autorità di bacino - aggiunge Raspolli - propone di costruire, a costi milionari, casse di espansione artificiali per il fiume, ma intanto tace sulla distruzione di quelle naturali».  «Il Cornia è una risorsa fondamentale per il nostro sviluppo - aggiunge il Pd di Venturina, inserendosi nella questione con un comunicato - e insieme è il più importante bene ambientale della zona. Per questo ci diciamo contrari sia alle escavazioni nell'alveo, sia a quelle lavorazioni che comportino lo scarico di argille nel fiume». Gli obiettivi, aggiungono i Democratici, sono quelli di impedire questo genere di operazioni e di favorire opere che aumentino il ravvenamento naturale del Cornia, in modo da dare acque fresche agli usi potabili e garantirne alle industrie. «La potabilità dell'acqua - concludono - può essere garantita anche con l'uso preminente delle acque di scorrimento, tra le migliori dell'intera Toscana: agendo così, ridurremmo anche il prelievo dalle falde».

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