Il Tirreno

Aironi tornano a volare all'oasi

Cecilia Cecchi
Politi libera un airone e (sotto) Stanzione con una gallinella d’acqua
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Politi libera un airone e (sotto) Stanzione con una gallinella d’acqua

A Orti Bottagone gli uccelli curati dalla Lipu

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 PIOMBINO. Cinque gli uccelli da liberare, dopo lunga degenza al Cruma. Ore 15, oasi Wwf Orti Bottagone.  Dall'auto vengono scaricati due scatoloni grandi, sono i due aironi cinerini (apertura alare 1 metro e 40, altezza circa 80 centimetri). Poi scatole più piccole: due gallinelle d'acqua e una garzetta.  Sono stati rimessi in sesto - come detto - dai veterinari del Centro recupero uccelli marini e acquatici (Cruma) Lipu di Livorno, che accoglie fauna selvatica da tutta Italia.  Le prime a "fuggire" e nascondersi tra le canne sono le gallinelle nel piccolo laghetto realizzato quasi all'ingresso dell'oasi Wwf. «Sono tutti uccelli - spiega Paolo Maria Politi, direttore della riserva - reduci da gravi traumi da impatto, spesso con linee d'alta tensione». Ad assistere alla liberazione oltre ai Viviana Stanzione del Cruma c'è Giovanni Bottausci, responsabile del progetto animali selvatici in difficoltà del Wwf.  «Una delle gallinelle - aggiunge Politi - non recupererà più l'uso di un'ala ma qui può comunque stare». Negli ultimi giorni diversi sono stati i recuperi fatti dal Wwf. «Ormai c'è una rete di segnalazioni che funziona - prosegue Politi - Abbiamo raccolto una beccaccia in via della Repubblica, impallinata sul Promontorio e poi un gheppio ferito alle Caldanelle. Li abbiamo inviati al Cruma». Perché ora i cittadini sanno a chi rivolgersi e, pur tra mille difficoltà, il servizio-assistenza fauna selvatica procede. «Validissimo - spiega Politi - il trasporto verso Livorno coi mezzi Atl. A Vada, poi, c'è già un referente Lipu. Una corsa a staffetta verso la salvezza». Che non finisce in gabbia visto che si può assistere a nuovi "voli" dall'oasi. «Al Cruma - sottolinea Politi - lavorano veterinari al massimo livello di specializzazione in materia». Ma un grazie, dagli addetti ai lavori, va anche alla provincia (assessorato della caccia e sviluppo rurale) di Livorno che sostiene l'attività di recupero con un contributo erogato ogni anno sia alla Lipu che al Wwf.  Intanto si prosegue a piedi nel cuore del padule per aprire le scatole degli aironi e della garzetta. Il primo degli aironi viene inanellato: ora è il 14691. «Airone che non vola bene, lo sapevamo - dice Politi - Ma qui non avrà problemi: è un uccello che fa pesca da aspetto e fiocina col becco le prede. Abbiamo altri due fenicotteri che, proprio per danni da traumi per impatto, ormai da 4 anni stanno qui sempre».  Uccelli che magari non torneranno più al 100% delle loro possibilità, ma a cui viene data così una nuova possibilità di vivere nella natura, acquistando autonomia, riconquistando comunque la libertà.

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