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Uno studioso francese chiede campioni al sindaco di Rio Marina
Ocra elbana in una tomba paleolitica?
Stefano Bramanti
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RIO MARINA. Ocra rossa elbana in una tomba del paelolitico a Ventimiglia? Qualcosa di più di una possibilità. Certo è che Henry de Lumley direttore dell'istituto di paleopatologia dei Parigi ha scritto al sindaco di Rio Marina, Francesco Bosi. Lo studioso francese deve scoprire se dell'ocra rossa elbana sia finita anche in una antichissima tomba del paleolitico. La famosa tomba della "dame rouge du Cavillon" ai Balzi Rossi di Ventimiglia. Il sindaco di Rio Marina, visti i contenuti, ha passato a Fabrizio Antonini, presidente del Parco Minerario la missiva. L'ocra rossa, una varietà di ematite terrosa, era usata nell'antichità come pigmento colorante nei riti funebri ed è presente nella sepoltura della "Dame du Cavillon" scoperta nel 1872 presso la Grotta de Cavicchi, in territorio italiano, e pare risalga a quasi 30mila anni fa. Lo studioso quindi chiede campioni di quel minerale perchè, spiega ancora: «A quell'epoca lontana, al momento della sepoltura della "Dame du Cavillon", l'isola d'Elba era collegata al continente, essendo allora il livello del Mediterraneo 120 metri più basso rispetto ad oggi. Analizzeremo il materiale elbano attraverso lo spettrometro a raggi X per vedere se coincide con le caratteristiche di quello esistente nella sepoltura». «Un caso interessante - dice Antonini, presidente del Parco minerario - che dimostra quanto importante sia il patrimonio di testimonianze esistente nel parco. Quest'anno - spiega ancora il presidente - abbiamo registrato un progresso nelle visite di quasi il 20%. Sono stati spediti a Parigi campioni di ocra del Cantiere Falcacci, che secondo i nostri esperti sono i più idonei per lo studio dello scienziato. Ora attendiamo risposte».
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