Il Tirreno

Affollata assemblea costitutiva al ristorante Demos: «Vogliamo un confronto vero e senza paletti»

Baratti, il comitato non molla la presa sul piano

M. Massei Autunnali
L’assemblea di ieri al ristorante Demos
◗
L’assemblea di ieri al ristorante Demos

2 MINUTI DI LETTURA





 PIOMBINO. «Baratti non può diventare San Vincenzo. Baratti ha delle caratteristiche proprie che la rendono unica: non ha bisogno delle cose che sono scritte nel piano particolareggiato». La sala del ristorante Demos, gremita di gente, si riempie di applausi.  I primi dei molti che scandiranno la prima assemblea effettiva del gruppo "Giù le mani da Baratti", nato su Facebook alla fine di agosto e da ieri ufficialmente comitato. L'architetto Alberto Primi (nonché presidente del Comitato per Campiglia), prosegue: «Il problema non è quello di creare nuove strutture, quanto piuttosto di garantire tempi più lunghi di frequenza sul territorio. Il Comune ci deve molte spiegazioni sulla legittimità di molti dei punti del piano».  «A cosa giova questa operazione? - si chiede il professor Leonardo Rombai, presidente di Italia Nostra Firenze e docente all'ateneo fiorentino - Al business e a pochi privilegiati, mentre va a danno della collettività. Leggendo il piano di indirizzo territoriale della Toscana scopriremmo vincoli che ci permetterebbero di dormire tra due guanciali. A Baratti non sono consentite speculazioni, ma solamente recuperi, che debbono effettuarsi nel rispetto del paesaggio».  Di equilibri ambientali ha parlato Adriano Bruschi, presidente di Legambiente: «Soprattutto per quel che concerne la spiaggia, dove gli interventi previsti, ad esempio al Centro velico, sembrano andare in una direzione opposta».  Moltissimi, poi, i contributi da parte del pubblico, composto in parte da diretti interessati (operatori, commercianti), ma anche da semplici cittadini. Non a caso il gruppo "Giù le mani da Baratti" su Facebook oggi conta 2707 iscritti: «Chiaramente aperti al dialogo» come Daniele Quinti, tra i fondatori, ha specificato in apertura dell'assemblea. «Quello che vorremmo - ha proseguito - è un confronto vero e privo di paletti, pronto a ridiscutere tutto». Il comitato rifiuta le decisioni già prese: «Baratti ha bisogno di interventi di manutenzione. Di consolidare, ad esempio, spiaggia e pineta, e non di assalti al suo cuore. Per questo non abbiamo nessuna intenzione di fermarci e daremo vita ad altre iniziative e assemblee».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino