Il Tirreno

L’aggressore, ora denunciato, è un tunisino di 50 anni

Accoltella un senzatetto e scappa Rintracciato dai carabinieri a Como

Il comando dei carabinieri di Portoferraio
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Il comando dei carabinieri di Portoferraio

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 PORTOFERRAIO. E' stato rintracciato dai carabinieri di Portoferraio, dopo una lunga attività di indagine il cittadino tunisino di 50 anni che la scorsa estate ha ridotto in fin di vita un polacco senza fissa dimora.  L'uomo, che subito dopo l'aggressione si era dato alla fuga, è stato denunciato per lesioni personali aggravate e rischia una condanna fino a 4 anni di reclusione.  L'episodio risale a inizio luglio. Il tunisino, che aveva trovato rifugio per la notte in una roulotte delle Antiche Saline insieme al cittadino polacco conosciuto solo pochi giorni prima, probabilmente in preda ai fumi dell'alcol aggredisce il senzatetto con un coltello. Una discussione per futili motivi degenerata in un atto di violenza che avrebbe potuto costare la vita all'uomo ripetutamente colpito all'orecchio, a una guancia e a una gamba provocando una seria lesione all'arteria. Accortosi della gravità della situazione il tunisino si dà alla fuga lasciando il polacco a terra, gravemente ferito. L'uomo riesce a trascinarsi fuori dalla roulotte, in un piccolo campo non distante dalla strada, dove poi viene soccorso da una guardia giurata e trasferito in ospedale, prima a Portoferraio e poi a Livorno. Poche e confuse le informazioni in mano ai carabinieri, da subito impegnati nella ricerca dell'aggressore. Falso anche il nome di battesimo del tunisino fornito dal ferito. Ma la meticolosa attività di indagine condotta nelle ore immediatamente successive all'episodio e rivolta nei confronti dei cittadini nordafricani e i tunisini della zona, consente di identificare l'autore dell'aggressione anche se non gli viene subito attribuita la responsabilità dell'accaduto. L'ultima tessera del mosaico arriva con la testimonianza del polacco, una volta dimesso dall'ospedale. E carabinieri diretti dal luogotenente Gianmarco Lampunio riescono a rintracciare l'aggressore, residente a Como.

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