Il presidio
Gomme e carrelli: il fondale del porto è una discarica
Dal mare sono riemersi carrelli della spesa, vecchie reti da pesca, ferro, plastica, bottiglie, ceramiche da bagno e decine e decine di pneumatici.
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PORTO AZZURRO. Il mare usato come una discarica. Un segnale chiaro di inciviltà da parte di chi lo frequenta e si permette di utilizzarlo come un cassonetto della spazzatura. Cumuli di rifiuti che molto spesso sono restituiti all'uomo con le mareggiate e che inondano le spiagge soprattutto nel periodo invernale.
Oppure materiali che si ammassano sui fondali e finiscono per avvelenare la fauna e la flora di quello che, all'Elba, è a tutti gli effetti la prima fonte di reddito. La dimostrazione di tutto ciò è arrivata ieri pomeriggio con la manifestazione, promossa da un gruppo di diving locali e dal Comune di Porto Azzurro, dedicata alla pulizia dei fondali del porto. Dal mare sono riemersi carrelli della spesa, vecchie reti da pesca, ferro, plastica, bottiglie, ceramiche da bagno e decine e decine di pneumatici.
«E' stato pescato di tutto - commenta il vicesindaco e assessore all'ambiente di Porto Azzurro, Angelo Banfi - e questo conferma la necessità di educare la popolazione e incrementare la sensibilità dei cittadini e dei turisti nei confronti del rispetto del mare». A pescare i rifiuti ci hanno pensato i sub di tre associazioni di diving: Elbadivers, Porto Azzurro Diving Center e Submaldive, tutti associati al Consordio elbano diving presente all'iniziativa con i suoi responsabili.
«Mi auguro - continua Banfi - che iniziative come queste possano ripetersi in futuro e magari diventare appuntamenti fissi durante l'anno, da promuovere a inizio o a fine stagione. Oltre tutto l'evento ha avuto un buon seguito: in tanti hanno partecipato e questo ci convince ancora di più dell'importanza di trasmettere messaggi positivi per la tutela dell'ambiente».
Oppure materiali che si ammassano sui fondali e finiscono per avvelenare la fauna e la flora di quello che, all'Elba, è a tutti gli effetti la prima fonte di reddito. La dimostrazione di tutto ciò è arrivata ieri pomeriggio con la manifestazione, promossa da un gruppo di diving locali e dal Comune di Porto Azzurro, dedicata alla pulizia dei fondali del porto. Dal mare sono riemersi carrelli della spesa, vecchie reti da pesca, ferro, plastica, bottiglie, ceramiche da bagno e decine e decine di pneumatici.
«E' stato pescato di tutto - commenta il vicesindaco e assessore all'ambiente di Porto Azzurro, Angelo Banfi - e questo conferma la necessità di educare la popolazione e incrementare la sensibilità dei cittadini e dei turisti nei confronti del rispetto del mare». A pescare i rifiuti ci hanno pensato i sub di tre associazioni di diving: Elbadivers, Porto Azzurro Diving Center e Submaldive, tutti associati al Consordio elbano diving presente all'iniziativa con i suoi responsabili.
«Mi auguro - continua Banfi - che iniziative come queste possano ripetersi in futuro e magari diventare appuntamenti fissi durante l'anno, da promuovere a inizio o a fine stagione. Oltre tutto l'evento ha avuto un buon seguito: in tanti hanno partecipato e questo ci convince ancora di più dell'importanza di trasmettere messaggi positivi per la tutela dell'ambiente».
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