Il Tirreno

L’Asl conferma il mantenimento e il potenziamento del servizio, ma boccia due attese novità

A Villamarina niente parto indolore

La nursery dell’ospedale Villamarina
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La nursery dell’ospedale Villamarina

Salta anche l'annunciato progetto della guardia ginecologica

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PIOMBINO. Il parto indolore non è all'orizzonte. E neanche la guardia medica ginecologica, annunciata da tempo. E' l'Asl stessa ad affermarlo, seppure con un linguaggio più complicato. E' ancora poco chiaro, insomma, quali siano i bottoni che l'azienda intende premere per dare sostanza alle affermazioni sul potenziamento del punto nascita di Villamarina. Affermazioni che ha contrapposto recentemente al rischio di una soppressione del reparto. Da Livorno l'Asl «ribadisce l'intenzione non solo di mantenere i livelli qualitativi del punto nascita, ma di aumentarli grazie ad una nuova organizzazione dipartimentale che porterà i professionisti a spostarsi verso i pazienti e non viceversa».  Boccia, però, i nuovi servizi come il parto indolore e la guardia ginecologica. Due possibili leve, peraltro annunciate, per qualificare e potenziare il presidio.  «Daremo - afferma l'Asl - risposte adeguate al numero dei parti, non prevedendo servizi che risultano sostenibili con volumi di attività significativamente maggiori rispetto a quelli registrati».  Diverso il ragionamento sul parto in acqua. L'Azienda sostiene di voler incrementare il servizio e che per questo sta formando altro personale.  La tecnica è stata utilizzata solo 20 volte sui 401 parti totali del 2009. E il numero è tendenzialmente ancora in calo quest'anno: hanno partorito in vasca solo sette delle 286 donne che hanno dato alla luce il loro bimbo a Villamarina fino al 6 ottobre scorso.  Anche le donazioni del cordone ombelicale vanno al rilento. Sono state solamente 53 nel 2009. Indisponibili i dati di quest'anno e questo fa supporre un dato negativo.  L'azienda ritiene la dotazione organica (16 infermieri e sei ginecologi oltre al direttore, Nelso Calonaci), perfettamente allineata con i postiletto e il numero di prestazioni erogate.  Di avviso diverso le organizzazioni sindacali. Per Paolo Camelli (segretario provinciale Uil sanità) c'è un problema di ricambio eccessivo di medici a causa di contratti a tempo breve. «Contratti - dice il sindacalista - che non favoriscono il rapporto medico paziente in un settore così delicato. Dal reparto, inoltre, manca un ginecologo».  Questo, secondo Camelli, rallenta sensibilmente l'attività chirurgica che, in base ai protocolli, deve essere eseguita con due specialisti in sala operatoria. «Riflessi negativi - chiude il rappresentante Uil - anche sugli ambulatori e sul consultorio».

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