Il Tirreno

Contratto e diritti, la Fiom chiama le tute blu in piazza

Giorgio Pasquinucci
Contratto e diritti, la Fiom chiama le tute blu in piazza

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 PIOMBINO. Tutela dei diritti, difesa del contratto e no alle deroghe. Su questi obiettivi la Fiom chiama domani i lavoratori metalmeccanici a scioperare per quattro ore alla fine di ogni turno di lavoro, dalle 18 alle 22, e due ore dalle 20 alle 22 nel reparto acciaieria dalla Lucchini.  Alle 18 è prevista una manifestazione-dibattito in piazza Cappelletti, durante il quale parleranno il segretario provinciale Luciano Gabrielli e il responsabile nazionale per la siderurgia della Fiom Vittorio Bardi.  Una mobilitazione in vista dello sciopero nazionale di sabato 16 ottobre, con una manifestazione che si svolgerà alle 14 a Roma, alla quale la Fiom sta organizzando la partecipazione con pullman che partiranno da Piombino e da Livorno (per le adesioni telefonare al nº 0565 26001).  «Per il lavoro - sostiene Gabrielli - si sta preparando una nuova stagione di tensioni. Per molte imprese sta scadendo la cassa integrazione e sappiamo che alcune sono in difficoltà a pagare gli stipendi di questo mese. In questo c'è anche una responsabilità delle banche che, invece di aiutare, stanno restringendo il credito. L'accordo con Fidi Toscana ha dato certo respiro, ma l'indotto Lucchini sta ancora riscuotendo le fatture a 120 giorni».  Intanto oggi i sindacati affronteranno di nuovo in Regione il caso della Cst di Venturina, alla quale è ancora legato il destino di 74 lavoratori. Intorno al tavolo dell'assessore regionale al Lavoro Simoncini siederanno anche un rappresentante del Gruppo Lonati e il sindaco di Campiglia Rossana Soffritti. Pare che ci sia una proposta per riconvertire la fabbrica verso la produzione di pannelli fotovoltaici. E il sindacato punta sulla cessione senza oneri del capannone della Cst.  Ma le situazioni che stanno ovviamente più preoccupando i sindacati sono quelle della Lucchini e della Magona. Gabrielli si augura una rapida e positiva risoluzione della trattativa tra Mordashov e le banche.  E, sull'interessamento all'acquisto della Lucchini da parte del Gruppo Beltrame e del Fondo internazionale Apollo, non esista ad esprimere la sua preferenza per un gruppo industriale. «Il Fondo non ci piace perché non offre adeguate garanzie di continuità dell'investimento - dice Gabrielli - ma vogliamo vedere anche il piano industriale di Beltrame. Per noi è essenziale che si facciano investimenti sull'altoforno e sulla trasformazione dei semilavorati in prodotti finiti».  Sul caso Magona Gabrielli riafferma le perplessità espresse all'indomani dell'incontro con il presidente Arcelor-Mittal Europa Jean-Luc Maurange. «La mia impressione è che ci siano segnali di disimpegno del Gruppo dall'Italia, quindi da Magona. Anche se in queste settimane riprendessero gli ordini, la nostra preoccupazione resterebbe per intero». Gabrielli insiste in particola modo sui volumi produttivi: «Se non si aumentano - sostiene - non si può raggiungere l'equilibrio con i costi fissi dello stabilimento».  Ma il futuro della Magona, secondo il segretario della Fiom, è soprattutto legato agli investimenti, a partire dall'allargamento della tavola del Tandem per offrire un prodotto più duttile alle aziende trasformatrici. Gabrielli sfugge a qualsiasi polemica spicciola sulla conduzione dello stabilimento, ma rimarca tuttavia la necessità di «maggiore autonomia».  Per la Fiom continua ad essere un punto di riferimento la soluzione trovata sul caso Dalmine. «Stiamo ridefinendo l'organizzazione interna - sottolinea Gabrielli - e aspettiamo il nuovo piano dell'azienda per accrescere la produzione e l'occupazione».

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