Pochi insegnanti di sostegno Parte il ricorso al Tar
Aule sottodismensionate, organici insegnanti ancora non completi, carente il sostegno per i meno abili. Scatta l’ora dell’azione legale di massa
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Precarietà del sistema scolastico al top ma niente sciopero, niente manifestazione in piazza, è l’ora dell’azione legale. Un ricorso al tribunale amministrativo regionale per trovare risposte chiare al comparto scolastico nazionale in affanno con l’Elba che non fa eccezione. Aule sottodismensionate, organici insegnanti ancora non completi, carente il sostegno per i meno abili. Scatta l’ora dell’azione legale di massa. Lo sostengono due genitori del Comitato Elba scuole.
«Proponiamo a genitori e personale scolastico di unirsi in un ricorso collettivo al Tar per denunciare tutto quello che non va». Un punto di svolta per la scuola elbana? «Dopo la conferenza sulla scuola al Comune di Portoferraio - dicono Rosi Goglia ed Henrico Chiavetti - è tempo di interrompere la situazione incancrenita fatta di soluzioni arrangiate, toppe che non risolvono i veri problemi della scuola di Stato.
Tentiamo l’azione legale con un ricorso collettivo al Tribunale amministrativo regionale per denunciare la vetustà delle scuole con classi sovraffollate ali limiti dei regolamenti e della sicurezza, per dire no alla riduzione del personale del sostegno e del personale in generale, blocca un clima normale di insegnamento. Il precariato è dilagante; abbiamo meno sorveglianza sugli alunni per i tagli agli organici. Non ci sono fondi per le supplenze e allora la divisione delle classi, per sopperire alle assenze, non dà garanzia del diritto allo studio; non accettiamo di tenere i nostri figli a casa, solo perché non ci sono soldi per supplenti».
E viene proposto di non firmare più entrate ed uscite per mancanza di insegnante. «Gli insegnanti non devono accettare ruoli che non gli competono - concludono i genitori - è vero sono frustrati, malpagati, poco incentivati e non c’è un adeguato aggiornamento, e spesso non si fa scuola secondo le esigenze della realtà locale. L’Elba è colpita da lotte per non avere i tralicci inquinanti, per ottenere una sanità sufficiente, per il caro traghetti, smettiamola di metterci le bende sugli occhi, uniamoci per una strategia unica, compreso il fatto di chiedere una scuola efficiente. E’ il momento di impugnare noi la Legge, raccogliamo firme di protesta a tutto
«Proponiamo a genitori e personale scolastico di unirsi in un ricorso collettivo al Tar per denunciare tutto quello che non va». Un punto di svolta per la scuola elbana? «Dopo la conferenza sulla scuola al Comune di Portoferraio - dicono Rosi Goglia ed Henrico Chiavetti - è tempo di interrompere la situazione incancrenita fatta di soluzioni arrangiate, toppe che non risolvono i veri problemi della scuola di Stato.
Tentiamo l’azione legale con un ricorso collettivo al Tribunale amministrativo regionale per denunciare la vetustà delle scuole con classi sovraffollate ali limiti dei regolamenti e della sicurezza, per dire no alla riduzione del personale del sostegno e del personale in generale, blocca un clima normale di insegnamento. Il precariato è dilagante; abbiamo meno sorveglianza sugli alunni per i tagli agli organici. Non ci sono fondi per le supplenze e allora la divisione delle classi, per sopperire alle assenze, non dà garanzia del diritto allo studio; non accettiamo di tenere i nostri figli a casa, solo perché non ci sono soldi per supplenti».
E viene proposto di non firmare più entrate ed uscite per mancanza di insegnante. «Gli insegnanti non devono accettare ruoli che non gli competono - concludono i genitori - è vero sono frustrati, malpagati, poco incentivati e non c’è un adeguato aggiornamento, e spesso non si fa scuola secondo le esigenze della realtà locale. L’Elba è colpita da lotte per non avere i tralicci inquinanti, per ottenere una sanità sufficiente, per il caro traghetti, smettiamola di metterci le bende sugli occhi, uniamoci per una strategia unica, compreso il fatto di chiedere una scuola efficiente. E’ il momento di impugnare noi la Legge, raccogliamo firme di protesta a tutto
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