Il Tirreno

Scontro sul trasloco della biblioteca a Palazzo Appiani

Melisanda   Massei Autunnali
Scontro sul trasloco della biblioteca a Palazzo Appiani

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PIOMBINO. Sarà Palazzo Appiani la sede provvisoria della biblioteca in attesa della costruzione del nuovo polo culturale di piazza Manzoni. Il trasferimento è previsto entro il 31 dicembre: entro quella data il comune dovrà firmare il contratto definitivo con la ditta Fondelli Costruzioni di Montaione (Firenze) che ha acquisito gli ex licei, sede attuale della vecchia biblioteca.  Uno spostamento che però, già fin da ora, si preannuncia non privo di complicazioni. Molte stanze di Palazzo Appiani sono occupate dall'Istituto di biologia marina: in particolare tutto il primo piano, più le segrete, sulla base di quello che il comune indica come un contratto di concessione oneroso da parte dall'amministrazione. Questo contratto, che è stato siglato nel 1998, ha una durata ventennale. «La normativa - spiega il comune - prevede la restituzione in qualsiasi momento dei locali occupati e quindi il recesso della concessione in caso di sopravvenute necessità di interesse pubblico». Come appunto in questo caso: Palazzo Appiani è un bene di proprietà comunale che fa parte del cosiddetto "patrimonio indisponibile": per legge, è uno di quei beni che non possono essere sottratti alla loro funzione pubblica, ma eventualmente, proprio come accaduto con l'Istituto di biologia marina, concessi in uso a terzi, anche privati, che possono mantenerne i diritti di godimento fin quando il comune non si trova costretto a farne richiesta per esigenze di servizio nei confronti dei cittadini. «La proposta che abbiamo fatto a Bedini - proseguono dall'amministrazione - è lasciargli in concessione alcune stanze del palazzo, consentendogli di continuare a svolgere l'attività dell'Istituto. Tutto questo sulla base di una valutazione. Altre stanze, invece, dovrebbero essere liberate».  «I locali che il comune ci ha richiesto - replica Roberto Bedini - sono quelli che noi utilizziamo per l'educazione ambientale: compresa una sala proiezioni con 55 posti a sedere e il museo del mare, che ospita 300 animali. Noi non desideriamo innescare alcuna polemica: sappiamo che il comune necessita di questi locali e abbiamo ricevuto delle proposte dall'amministrazione, ma abbiamo una convenzione fino al 2018 che rende cose un po' più complesse». Di conseguenza, prosegue Bedini, l'istituto sarà certamente disponibile a spostarsi una volta che il comune «ci avrà offerto locali non dico delle stesse dimensioni, ma almeno adeguati a continuare le nostre attività. Noi non intendiamo lavorare solamente in direzione della ricerca scientifica, ma continuare a fare quello che abbiamo sempre fatto: l'educazione ambientale, infatti, è per noi una fonte finanziaria che sostiene non poco tutte le altre attività». In ogni caso, conclude il direttore dell'Istituto, «lascia perlomeno perplessi il fatto che si voglia spostare lo sviluppo turistico verso il mare e poi per trasferire la biblioteca si debbano togliere locali a un Istituto di biologia marina che ha contatti e convenzioni in tutta Europa e tutto il mondo. Senza contare il fatto che non è affatto difficile verificare le tantissime visite turistiche che abbiamo ricevuto per tutta l'estate».

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