Il Tirreno

No a negozi e cemento a Caldanelle e pineta liberata da edifici impropri

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Il Comitato per Campiglia è molto felice di sapere che anche Ferrini sia d'accordo con noi sulla necessità di rivedere tutte le funzioni e tutti i dimensionamenti del Piano di Baratti e Populonia. Riteniamo però utile rispondere ad alcune sue considerazioni.  Il fatto che l'area delle Caldanelle sia esterna al Parco è sempre stato tenuto ben presente. Ma il fatto che il Prg la destini a parcheggio pubblico non dimostra che sia un'area priva di valore paesaggistico, ma semmai che se si vorrà fare un parcheggio, questo dovrà essere non invasivo utilizzando materiali corretti proprio per evitare di rovinare un'area di grande valore paesaggistico. Il prevedere di fare un parcheggio non giustifica la voglia di far costruire 6.000 metri cubi di negozietti, pizzerie e bar e 900 mc di sale d'attesa, biglietterie ecc., il tutto per tre mesi l'anno. Questo è volere cementificare.  Riconoscere un valore sociale al Centro velico non è una giustificazione per il Comune per consolidare e riusare ruderi e manufatti di sua proprietà, che dovevano essere demoliti cinquant'anni fa perchè sopra un sito archeologico.  Il Comitato richiede che si demolisca subito quello che attualmente non è l'edificio principale lasciandolo provvisoriamente in essere per mantenere il servizio che il Centro velico dà a tanti, in attesa di una soluzione che veda la pineta completamente liberata da edifici impropri.  Vorrei poi ricordare che tra l'esproprio generalizzato di tutto e lo sfruttamento di tutto per speculazioni private, ci sono delle vie di mezzo virtuose. Alberto Primi (presidente Comitato per Campiglia)

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