Il Tirreno

Ragazzi in allarme «Città resa invivibile da teppisti violenti»

Ragazzi in allarme «Città resa invivibile da teppisti violenti»

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 PIOMBINO. L'aggressione subita dai due giovani davanti a Palazzo Appiani, all'ingresso in piazza Bovio - dinanzi a una città a passeggio che è stata a guardare - lascia ancora da pensare. Così come l'accanimento di sei bulli e solo una persona che ha trovato il coraggio di farsi avanti per porre fine all'assalto. Forse un trentenne di queste parti o forse un turista che i due fidanzati - Tiziano Ticciati, 18 anni e Francesca Pilo, 19 - vorrebbero riuscire a rintracciare per ringraziarlo.  Da qui tutti i fatti collegati: i danni fisici - e morali - riportati dalle due vittime, che non si sentono più sicure nella propria città.  Poi le indagini dei carabinieri che proseguono. Ma la querela, sui fatti di piazza Bovio, ha rivelato una realtà ormai latente e preoccupante. Nei bar come nelle vie del centro, se n'è sussurrato per giorni, di violenze spicciole e piccole estorsioni reiterate oppure taglieggiamenti ai danni dei coetanei più deboli e attaccabili. Ora altri giovani - l'età è sempre quella, tra i 18 e i vent'anni - hanno trovato la forza di superare i timori e si sono fatti avanti dando voce a disagi e abusi subiti nei mesi, proprio da questo stesso gruppo di coetanei. Finché non è stata messa nero su bianco una lettera che è stata spedita in Comune, inviata alle forze dell'ordine e portata a mano nella nostra redazione. Per tutelare questi ragazzi ne manteniamo l'anonimato. Ecco cosa si legge nel loro appello.  «Piombino, zona di mare, zona turistica, bella cittadina, cittadina che fino a poco fa era vivibile e che da qualche tempo è diventata un inferno, inferno scatenato da un numeroso gruppo di ragazzi (maschi e femmine) che si fanno chiamare "Gabberini". I "Gabberini" sono degli adolescenti dai 14 ai 20 anni circa, uniti da una corrente filo-politica ormai superata: il fascismo. Essi si ispirano alle opere sanguinarie di Hitler e Mussolini che usavano il loro potere per scrivere e far rispettare dittature, rinchiudere e massacrare qualsiasi essere umano che risultasse a loro diverso».  «Questi adolescenti, alcuni dei quali figli di famiglie benestanti - si legge ancora - proclamano la loro "dittatura" nelle vie di Piombino contro altri ragazzi e contro le forze dell'ordine, picchiando con bottiglie di vetro, insultando in modo grave, utilizzando qualsiasi forma di violenza contro coetanei non appartenenti al loro gruppo, creando caos e scompiglio nel quieto vivere cittadino».  «L'ironia della loro "dittatura" - prosegue l'appello - è che neanche loro sanno il significato di quello che portano avanti vivendo nell'ignoranza e nella violenza più totale. Chiediamo che questo appello venga preso seriamente in considerazione in Comune, dalle forze dell'ordine e dai cittadini affinché possa essere risolta una situazione che a nostro parere peggiora e continuerà a peggiorare nel tempo».

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