Italia
Amico di tutti, era innamorato del calcio
Paolo Federighi
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Il piccolo Matteo Tuci con la maglia del San Vincenzo Il San Vincenzo in lutto, tutte le attività sospese fino a lunedì
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SAN VINCENZO. Il dolore è troppo grande da sopportare per chi fino agli ultimi giorni ha vissuto a stretto contatto con Matteo: Sergio Faucci, dirigente del San Vincenzo calcio, racconta il Matteo appassionato, con un grande amore per il calcio e per il suo ruolo di portiere. «Siamo tutti a pezzi - dice Faucci - Matteo era un bambino vivace come tutti i suoi coetanei, molto sveglio e intelligente. Veniva agli allenamenti con una grande voglia di divertirsi, e non si preoccupava, come per fortuna accade nei bambini, di vittorie o di sconfitte: voleva divertirsi con i suoi amici e basta». Quando giovedì pomeriggio al campo è arrivata la notizia, i compagni di Matteo si stavano allenando. «Abbiamo deciso - dice Faucci - di non dire nulla ai bambini. Abbiamo fatto terminare un po' prima l'allenamento, senza dare troppe spiegazioni. Quando i bambini erano sotto la doccia abbiamo chiamato i loro genitori che stavano per venirli a prendere, spiegando la situazione. Poi, insieme al presidente Di Marco, sono andato a Marina di Cecina, dove erano state trasportate le salme. Lì ho visto il padre di Matteo. Ci siamo abbracciati forte, a lungo. E' tutto quello che uno sa e può fare in simili momenti». Il San Vincenzo calcio ha sospeso tutte le attività almeno fino a lunedì. «Giovedì - racconta Faucci - gli Allievi hanno sospeso a partita in corso quando ha iniziato a circolare la notizia. Alla prima occasione in cui scenderanno in campo tutte le squadre della società osserveranno un minuto di silenzio e giocheranno col lutto al braccio». Matteo Tuci avrebbe dovuto partecipare con la sua squadra (2001) a un torneo a Canneto questo fine settimana. Ovviamente la partecipazione all'evento sportivo è stata annullata. Il suo istruttore, Simone Bocci, ha un ricordo particolare di Matteo: «Era un bambino - dice - che faceva amicizia con tutti. Ho avuto poco tempo per conoscerlo, perché sono il nuovo istruttore da pochi giorni. Ma mi ha subito colpito una cosa di lui: negli spogliatoi, si metteva sempre i guanti da portiere prima di cambiarsi le scarpe per l'allenamento. Aveva una passione incredibile per il ruolo del portiere. Quando giocava, voleva soltanto stare in porta». Oggi ai funerali parteciperanno anche i suoi compagni di squadra.
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