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Mufloni, monitoraggio e più abbattimenti

Un branco di mufloni
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Un branco di mufloni

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 PORTOFERRAIO. Un monitoraggio più puntuale per verificare l'effettiva presenza di mufloni sulla maggiore isola della Toscana.  Cntrolli a tappeto, in particolar modo nel versante occidentale dell'Elba. Il tutto per controllare se, rispetto al territorio e alle sue potenzialità, gli animali hanno superato gli indici previsti dalle normative vigenti relative alla loro sopravvivenza.  In caso contrario prevedere campagne mirate all'abbattimento di capi, per riportare il numero di presenze di capre selvatiche compatibile con l'ambiente.  È quanto si è dotato il parco nazionale nelle sue azioni relative all'esistenza e sopravvivenza di esemplari di fauna selvatica sulle maggori isole della Toscana che sempre più stanno creando problemi, l'ultimo, in ordine di tempo, l'incidente stradale capitato a un motociclista e alla figlia. «È da tre anni - dice il direttore del parco nazionale, Franca Zanichelli - che si siamo dotati di un programma del genere, approvato e sottoposto al parere del ministero dell'Ambiente e dall'Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca ambientale) e a quello ci atteniamo rigorosamente». Il piano consiste in un controllo sistematico degli animali selvatici sul territorio; ma quando attraverso segnalazioni di cittadini, oppure degli stessi cacciatori o coltivatori agricoli la presenza dovesse diventare "ingombrante", allora scatta l'operazione di contro-verifica del numero; se si dovesse riscontrare un "eccesso", ecco allora che si procede all'abbattimento. Ma come mai, talvolta, la situazione scappa di mano? «Abbiamo formato - dice ancora Zanichelli - sull'Elba una trentina circa di selecontrollori con il compito di monitorare la fauna selvatica. Può succedere che in certi frangenti, si perda il controllo. In questo caso, occorre selezionare».

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