Il Tirreno

IL CASO

Ottantenne malato costretto a migrare a Pisa per un'analisi del sangue

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 PORTOFERRAIO. Una sospetta leucemia linfatica. Visite, controlli e la prescrizione di una serie di analisi del sangue per capire la causa del male che, da qualche tempo, affligge un anziano di 80 anni. Ma una delle analisi non si può fare a Portoferraio. Anzi. Non si può fare in nessuno dei laboratori dell'Asl di Livorno. L'unica possibilità è far avere i campioni di sangue al Santa Chiara di Pisa. Ed è qui che tra lo stupore e la rabbia la famiglia dell'ottantenne scopre che non è possibile trasferire il sangue da analizzare da Livorno a Pisa: 20 chilometri che sembrano una barriera insormontabile e che rischiano di costare all'anziano paziente un viaggio dall'Elba a Pisa per capire di cosa è affetto. L'analisi in questione si chiama Jak-2. «Quando abbiamo scoperto queste difficoltà - spiega il figlio dell'anziano - ci siamo rivolti all'urp dell'azienda sanitaria e abbiamo trovato una grande disponibilità per cercare di risolvere il nostro problema. Abbiamo anche pensato di spedire tramite corriere i campioni di sangue ma la soluzione non è percorribile: i campioni devono arrivare, refrigerati, entro 24 ore». Il problema di fondo è che i protocolli dell'Asl livornese non prevedono che sia possibile far arrivare il sangue a Pisa. Poco male se chi ha bisogno dell'analisi risiede a Livorno. Ma se è un elbano, per giunta anziano e malato? «Paghiamo le tasse come tutti gli altri - concludono i familiari - ma evidentemente non abbiamo gli stessi diritti».

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