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 PORTOFERRAIO. Acque agitate al Ctp (Centro territoriale permanente) che ha la sua sede giuridica dal 1999 presso presso l'istituto comprensivo di viale Elba. Il centro ha mutato pelle, proprio nell'anno scolastico appena iniziato, per cui la dizione non sarà più Ctp bensì Cpia (Centro provinciale d'istruzione degli adulti). Potrebbe sembrare solo una questione di sigle. In verità le differenze sono sostanziali e il cambiamento non è ispirato a migliorare il servizio, ma per contenerne i costi, in stretta osservanza a quanto prevede la Finanziaria e la manovra Gelmini condotta sull'intera sistema scolastico nazionale.  Il Ctp perseguiva le finalità dell' "educazione permanente per tutto l'arco della vita con obiettivi di alfabetizzazione funzionale". Frequentato da 760/780 utenti adulti (il più numeroso dell'interna Provincia), corre il rischio di venire "accorpato" al Centro provinciale d'istruzione degli adulti di Livorno che ha un numero di iscritti inferiore. «Con una grossa perdita di autonomia gestionale ed amministrativa - dice Donatella Maffoni, referente dei corsi elbani - La dizione stessa dice che non sarà la stessa cosa: passare dall' "educazione" all' "istruzione" indirizzata agli adulti significa limitarne l'utenza solo a chi non ha il diploma; circostanza questa che prima non era prevista». Le sedi dove operava, oltre Portoferraio, erano il carcere di Porto Azzurro, Marciana Marina, Campo e Porto Azzurro. «Ecco cosa chiediamo - conclude Donatella Maffoni - avere un polo all'Elba».

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