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Undici le attività che somministravano prodotti congelati spacciandoli per freschi
Pesce andato a male al ristorante
Valentina Landucci
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Oltre 320 chili il quantitativo di pesce non in regola sequestrato dagli uomini della Guardia Costiera di Portoferraio Blitz della Capitaneria: irregolarità in 16 locali su 20 controllati
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PORTOFERRAIO. Portavano in tavola pesce congelato spacciandolo per prodotto fresco. O peggio pesce scaduto o ancora avariato. Per questo sono finiti nei guai per frode sedici ristoratori elbani. Sedici locali su un totale di 20 controllati dagli uomini della Guardia costiera. In pratica nell'80% delle strutture controllate, in occasione dell'operazione "Estate sicura al ristorante" della Capitaneria, sono state riscontrate delle irregolarità che, in alcuni casi, avrebbero potuto costare non pochi problemi di salute agli ignari clienti dei locali. In tutto sono stati posti sotto sequestro 326 chili di pesce, molluschi e crostacei: soprattutto polpi, calamari, mazzancolle e seppie. Un bottino dal valore commerciale (al dettaglio) di circa 10mila euro. Per lo più prodotti congelati rinvenuti in ristoranti di Marcina Marina, Porto Azzurro, Capoliveri, Campo Rio Marina e Portoferraio. «Non ristoranti in centro - spiega il comandante della capitaneria, Antonio Catino - ma strutture collocate in zone più periferiche». In 11 casi i titolari dei ristornati sono stati denunciati per tentata frode nell'esercizio del commercio perché proponevano ai propri clienti - senza segnalarlo nei menu come prevedono espressamente le norme in materia - piatti a base di pesce congelato spacciandolo (o facendo credere agli avventori) che fosse fresco. Un vero e proprio reato per il quale i titolari delle attività rischiano ora una condanna fino a due anni di reclusione e oltre 2mila euro di multa. Per altri 4 ristoratori è scattata anche la denuncia per detenzione e commercializzazione di prodotti ittici sottomisura. In altre due attività, infine sono state elevate sanzioni (per un totale di 3mila euro) perché il pescato destinato alle tavole non aveva l'etichettatura indispensabile per la tracciabilità del prodotto. Ma il caso più grave si è verificato a Marciana Marina. Nel noto locale sottoposto a controlli, per il quale si è reso necessario l'intervento del servizio veterinario dell'Asl, sono stati trovati dalla Capitaneria 15 chili di prodotti in cattivo stato di conservazione. In alcuni casi il pesce era in stato di decomposizione. Per questo il titolare è stato denunciato per commercio di sostanze alimentari nocive e violazioni delle norme sanitarie sulla conservazione degli alimenti. Tra le particolarità dell'operazione il sequestro di ben 70 chili di pesce (il quantitativo più alto registrato) in un ristorante di Capoliveri. Anche in questo caso prodotti congelati e spacciati per freschi o mal conservati. Tutti i ristoratori denunciati sono ora in attesa di giudizio, dopo la segnalazione all'autorità giudiziaria che ha convalidato i sequestri effettuati dalla Capitaneria ai quali è seguita la distruzione del pesce in cattivo stato di conservazione. «Anche alla luce dell'esito di questi controlli - conclude Catino - abbiamo concordato con l'Asl l'avvio di una serie di controlli congiunti allo scopo di salvaguardare la salute pubblica e scongiurare il ripetersi di queste situazioni».
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