Il Tirreno

La Regione dà fiato alle imprese

Luca Centini
Una manifestazione dei lavoratori delle ditte d’appalto
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Una manifestazione dei lavoratori delle ditte d’appalto

Fidi illustra come potranno accedere al credito

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 PIOMBINO. La Regione ridà respiro alle imprese dell'indotto Lucchini, ma i pagamenti dell'azienda restano al palo. Si è tenuta ieri al Centro giovani la riunione tecnica tra i responsabili di Fidi Toscana e i rappresentanti delle imprese dell'indotto Lucchini, in tutto una quarantina di persone. All'iniziativa erano presenti Confindustria, Cna e Api Livorno e gli assessori alle attività produttive di Piombino, Luca Pallini, e di Campiglia, Barbara Del Seppia.  L'incontro è servito per chiarire i dettagli degli strumenti finanziari messi a disposizione dalla Regione, il fondo di garanzia da 5 milioni e la moratoria sui debiti contratti con le banche, e le procedure necessarie per attivarli.  In particolare il fondo di garanzia darà nuova liquidità alle aziende dell'indotto, da mesi alle prese con la crisi e con i ritardi nei pagamenti erogati da Lucchini. «La Regione, attraverso Fidi Toscana - spiegano Giulia Massini di Api Livorno e Emanuela Minelli di Cna - ha mantenuto l'impegno preso per sostenere finanziariamente le imprese, permettendo anche l'innalzamento del limite del garantibile da 500mila a 1 milione di euro».  La aziende non dovranno pagare niente per ottenere la garanzia, i tassi di interesse vantaggiosi, concordati con i vari istituti bancari, saranno divisi in fasce a seconda dei rating delle aziende. La durata del finanziamento varierà da 36 a 120 mesi. Il fondo garantirà sostegno alle aziende, anche quelle nel settore dell'autotrasporto, che vantano crediti documentabili nei confronti di aziende siderurgiche. Per favorire l'accesso agli strumenti finanziari, Fidi Toscana sarà presente ogni settimana nella sede Cna Piombino.  Sono decine le imprese in difficoltà per il mancato saldo, da parte di Lucchini, del fatturato scaduto. Le aziende che confluiscono in Pmi Unite detengono un fatturato scaduto pari a circa 6 milioni di euro, ma con le imprese nell'orbita di Confindustria il conto che Lucchini deve saldare sale a circa 20 milioni. Con il blocco delle imprese sarebbero 800 i lavoratori a rischio. «I pagamenti arrivano con il contagocce, alcune aziende non vengono pagate dallo scorso dicembre - spiega Minelli - è chiaro la situazione resta allarmante ed è legata all'esito del braccio di ferro tra Lucchini e banche».

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