Il Tirreno

Il nuovo anno al via fra tagli, proteste e grande incertezza

Alunni al primo giorno di scuola in un’immagine degli anni passati
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Alunni al primo giorno di scuola in un’immagine degli anni passati

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 PIOMBINO. Una settimana e poco più all'inizio della scuola, ma molto ancora da definire. E questo perché la maggior parte degli istituti piombinesi non sfugge agli effetti del piano triennale del ministro Gelmini, ovvero quei tagli di ore e di insegnanti che stanno provocando proteste in tutta Italia. Se a farne le spese, in misura maggiore, sembrano maestri e professori di base (specie se precari), non meno complessa è la situazione degli insegnanti di sostegno o di quelli (alle elementari) di lingue, per i quali l'anno scolastico 2010-2011 si presenta in una prospettiva a dir poco incerta.  Primo circolo. L'anno si aprirà con due bidelli in meno, mentre è ancora tutto da decidere per quel che concerne gli insegnanti di sostegno, che potrebbero subire un calo di ore. Quanto agli insegnanti curriculari, le riduzioni saranno la conseguenza dell'introduzione di nuove prime con il maestro unico. «Tuttavia - spiega il dirigente Alberto Petrini - le vecchie ore della compresenza vengono ancora date fino a esaurimento nelle terze, quarte e quinte; anzi, le ore in più che siamo riusciti a recuperare sono servite ad attivare un'ulteriore classe di tempo pieno. E abbiamo ancora ore a disposizione».  Secondo circolo. I tagli maggiori riguardano il sostegno: i bambini che ne avrebbero bisogno sono molti e la mancanza di insegnanti specializzati, dicono alla segreteria, peggiora le cose anche per gli altri, dato che l'insegnante curriculare si trova in qualche modo a dividere le proprie competenze.  Le specializzazioni linguistiche sull'inglese, che stanno diventando obbligatorie per tutti gli insegnanti, finiscono con il togliere spazi per l'insegnante di lingua, fenomeno questo destinato ad aumentare con la riduzione del sistema della compresenza. Un complesso di fattori che ha ridotto di un'unità il numero degli insegnanti di inglese e ha tolto alcune ore a un insegnante "comune".  Media Guardi. Ancora tutto da decidere per quanto riguarda il sostegno, i cui insegnanti verranno accordati in maniera definitiva non prima di ottobre. La buona notizia è l'alto numero di classi, che passa da 35 a 38 per un totale di 850 alunni (l'anno scorso erano 798). Numero che potrebbe ancora crescere con l'ingresso di ragazzi extracomunitari in qualsiasi momento dell'anno; ma anche allo stato attuale ha già evitato tagli all'insegnamento.  Liceo Carducci. Con l'uscita della terza che si è diplomata a giugno, si riducono a due le classi dell'indirizzo classico (prima e terza), mentre la sperimentazione linguistica avviata lo scorso anno acquisisce, con una nuova prima, lo status di liceo linguistico vero e proprio. Al liceo scientifico, le due quarte dello scorso anno divengono tre, mentre le quinte scendono da quattro a due.  Isis Einaudi-Ceccherelli. «La nostra prima criticità - racconta il dirigente Fabrizio Martinolli - è data dal fatto che ancora non sappiamo chi sostituirà il direttore dei servizi amministrativi: quello precedente si è trasferito e il posto è rimasto vacante. Per quanto riguarda gli insegnanti, i posti sono coperti quasi del tutto, ma con una forte riduzione di personale a causa della contrazione delle ore.  Quanto al sostegno, aggiunge Martinolli, «la nostra è una scuola di riferimento e non ci sentiamo trattati come dovuto. Siamo uno degli istituti superiori col maggior numero di studenti differentemente abili, con casi anche molto difficili: ciò nonostante, rispetto a richieste più che motivate, abbiamo avuto una soddisfazione molto parziale. La situazione è preoccupante».  Isis Volta-Pacinotti. «Delle tre prime previste all'Iti - spiega il nuovo dirigente Gabriella Raimo - dovremmo ottenerne due, sebbene questo non sia ancora deciso: nella nostra scuola, infatti, sono ancora in corso gli esami di recupero. All'Ipsia, invece, avremo, anziché due quinte, una quinta articolata, cioè una classe che lavora tutta insieme per quanto riguarda le materie comuni, e si articolerà in due tronconi per gli indirizzi tecnici. Questo, però, provoca un taglio di insegnanti».

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