Il Tirreno

Marina, si sgomberano le ultime barche

A.F.
Il piazzale del porto di Marina
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Il piazzale del porto di Marina

Erano rimaste sul piazzale d'alaggio nonostante l'ordinanza E ora si cerca un nuovo spazio per la diportistica "povera"

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 PIOMBINO. Il Comune era stato chiaro. Il piazzale d'alaggio del porto di Marina avrebbe dovuto essere sgomberato per il 10 luglio. Dalla fine di giugno ad oggi l'area ha cominciato lentamente a svuotarsi. Tuttavia domenica scorsa c'erano ancora una ventina di barche che nessuno sembrava avere intenziona a spostare. Ed è per questo che l'amministrazione ha deciso di passare alle vie di fatto e di cominciare a trasportarle ai magazzini del Poggetto. «Abbiamo cercato di rintracciare i proprietari attraverso il Consorzio nautico - ha spiegato il dirigente degli affari generali del Comune Maurizio Poli - Ma sono passati più di 15 giorni dalla scadenza dei termini dell'ordinanza e non è più possibile aspettare. Tuttavia abbiamo scelto una linea morbida: i proprietari potranno venire a prendersi le loro barche quando vogliono, senza pagare alcuna sanzione. Quel piazzale non è più destinato alla sosta per le imbarcazioni da quando è stato approvato il piano urbano del 2008».  L'idea dell'amministrazione è trasformare quell'area in uno spazio polifunzionale, dove potranno avere luogo concerti, spettacoli ma anche eventi sportivi.  Erano circa 90 le barche che sostavano nel piazzale d'alaggio del porto di Marina. Una trentina oggi si trovano nei magazzini del Poggetto. Altre trenta invece avrebbero trovato posto al porto commerciale dove, dice Poli, «la capitaneria ha assicurato che potranno restare tutta l'estate, finché non cominceranno i lavori». Qualcuno avrebbe trovato una collocazione nello specchio acqueo del porto di Marina. Il resto dei proprietari invece si sono organizzati in modo autonomo.  Tuttavia in città verrà a mancare uno spazio per quella diportistica "povera" che non può certo permettersi un posto barca a Salivoli. «Nei prossimi mesi ci organizzeremo perché questo problema si risolva - continua Poli - E' un impegno che abbiamo preso». Ma sulle aree papabili il Comune non si vuole sbilanciare. «Parlare di zone precise - dice il dirigente - è ancora prematuro».

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