Il Tirreno

Ieri l’interrogatorio dell’aggressore di Venturina

«L'ho presa a martellate perché ero ossessionato»

Fra.Go.
Il venturinese Claudio Giannini
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Il venturinese Claudio Giannini

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 VENTURINA. Non si conoscevano. Ma lui era convinto di avere una relazione con lei. Un'ossessione, che all'improvviso è diventata violenza. Con quelle martellate sferrate una mattina contro quella donna che gli aveva fatto del male. Solo perché, di lui, non voleva saperne. Non voleva che entrasse nella sua vita.  L'interrogatorio di garanzia, al tribunale di Grosseto ieri è andato avanti per un'ora. Claudio Giannini, il trentasettenne di Venturina che vive a Scarlino e che venerdì scorso ha preso a martellate la commercialista Barbara Signori, ha risposto alle domande del gip Marco Mezzaluna. Ha ammesso di aver aggredito la donna. In un momento di follia.  In quell'ora di colloquio, davanti al suo difensore, l'avvocato Carlo Valle, Giannini è rimasto tranquillo. Si è però risentito quando, parlando della sua "relazione" con la commercialista, gli è stato chiesto se avesse mai avuto rapporti sessuali con la donna. Una reazione scomposta, che confermerebbe la non esistenza di quella relazione, se non nella testa di Giannini.  Barba incolta, t-shirt bianca. Un bell'uomo. Che lavora come produttore finanziario. Cerca clienti per i promoter. Un lavoro di relazioni, svolto in maniera impeccabile. Una persona dalla vita apparentemente normale. Non fosse per quell'ossessione, nata in piscina, dove Giannini ha visto per la prima volta la commercialista. Da allora, avrebbe deciso che quella donna sarebbe stata sua. Senza averci nemmeno mai scambiato due battute. Il pm Giuseppe Coniglio ha chiesto l'incidente probatorio, che sarà fissato a settembre. E in quell'occasione sarà richiesta una perizia psichiatrica. Perché Giannini avrebbe coltivato in questi 8 anni una realtà diversa dalla verità. «Sì, la relazione tra noi c'è - avrebbe detto - perché lei mi guardava». L'avvocato Carlo Valle, che ha assunto la sua difesa, sta cercando una struttura dove far scontare la custodia cautelare a Giannini. «Una struttura nella quale il mio assistito potrà essere curato - dice - perché quello che è accaduto è il frutto di un attimo di follia». Intanto, finché non sarà trovata una sistemazione alternativa, Giannini resterà in carcere.

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