Il Tirreno

Salvato sui binari dalla polizia

Salvato sui binari dalla polizia

L'uomo vagava in stato confusionale tra Vignale e Campiglia

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L'uomo camminava lento e a capo chino in mezzo ai binari, nella zona tra Vignale e Campiglia, farfugliando tra sé e sé. Lo hanno visto alcuni automobilisti di passaggio sull'Aurelia, e qualcuno ha subito avvertito il centralino del commissariato, dove segnalazioni del genere erano già avvenute nei giorni precedenti, senza però riscontri.  Così nella zona è stata inviata la volante: stavolta però la segnalazione era precisa e in effetti gli agenti andando verso nord hanno individuato l'uomo, risultato poi un marocchino di 38 anni, abitante a Reggio Emilia, in Italia da anni con un regolare permesso di soggiorno.  Quando è stato visto in effetti stava camminando con passo strascicato in mezzo ai binari, anch'egli in direzione nord.

I due poliziotti a bordo della volante a quel punto hanno immediatamente deciso di raggiungere a tutta velocità il vicino svincolo di Venturina per poter invertire la marcia e avvicinarsi quindi il più possibile alla linea ferroviaria dalla carreggiata sud della superstrada.  Arrivati in una piazzola di sosta, hanno lasciato l'auto, scavalcato il guard rail raggiungendo di corsa i binari e quindi l'uomo che non pareva troppo interessato a quanto stava accadendo intorno a lui.  Gli agenti lo hanno raggiunto insieme agli uomini di una pattuglia dei carabinieri, che era arrivata sul posto per la stessa segnalazione, riuscendo con la forza ad allontanarlo dai binari, prima di caricarlo in auto per portarlo in commissariato.  Negli uffici di via Ferrer il 38enne marocchino è stato identificato, ma è stato sempre più chiaro che comunque non era affatto in sé.

Il suo stato fortemente confusionale spiegava anche i motivi del pericoloso comportamento che aveva messo in atto soltanto poche ore prima e - seguendo appunto le segnalazioni - anche nei giorni precedenti.  Gli stessi agenti che lo avevano salvato sui binari lo hanno accompagnato in ospedale.  Dopo le visite di controllo a cui l'hanno sottoposto i medici dell'ospedale Villamarina, che hanno confermato un forte stato di disagio psichico, d'intesa col Comune l'uomo è stato sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio e quindi ricoverato in osservazione in una struttura specializzata di Livorno.  Si tratta del secondo intervento in due giorni della polizia in soccorso a persone alle prese con un disagio psichico, dopo quello della novantenne barricata in camera con un grosso coltello in mano, convinta ad aprire solo dopo una paziente trattativa avviata appunto dagli agenti del commissariato.

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