Italia
Studenti americani a scavare nella villa di Poggio del Molino
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Gli scavi alla villa romana di Poggio del Molino 2 MINUTI DI LETTURA
PIOMBINO. Si torna a scavare a Poggio del Molino dove, per quasi tutta l'estate, un gruppo di archeologi e studenti italiani ed americani, indagherà la storia dei mosaici bicolore della villa costruita tra la fine del I secolo avanti Cristo ed i primi anni del I secolo dopo Cristo. Coordina l'indagine, per il terzo anno consecutivo, la Soprintendenza. Il tutto in collaborazione con l'associazione non governativa Eartwatch Institute e l'associazione Archeologica piombinese. Si cercherà di capire l'evoluzione storica di una villa che, poco distante dal mare, oltre ad avere stanze dedicate agli ospiti, era dotata di terme e di una fontana. Annesso all'immobile, dotato di un grande giardino, c'era un quartiere artigianale, del quale sono stati rinvenuti reperti ceramici, lucerne ed oggetti in bronzo d'uso comune. La storia di questa villa è piuttosto tormentata, tanto che già alla fine del II secolo dopo Cristo ci fu una ristrutturazione piuttosto imponente della quale rimangono alcune tracce significative. Un secolo più tardi la villa di Poggio del Molino venne abbandonata: gli archeologi ipotizzano che il motivo per cui questa residenza signorile venne lasciata al suo destino fu un terremoto che colpì tutta Populonia. A partire dalla fine del III secolo dopo Cristo la villa venne di nuovo occupata, fino all'invasione visigotica: è in questa fase che predomina il carattere artigianale dell'intero complesso, dal momento che parti dell'immobile erano ormai andati in rovina. Il compito degli archeologi è quello di trovare conferme ad una storia così complicata, che si dipana lungo i secoli, in modo da aggiungere nuove tessere al grande mosaico rappresentato dal territorio di Populonia. Un territorio che fu abitato dal periodo etrusco fino all'epoca medioevale. Un compito non facile per uno scavo "autofinanziato", che non gode di finanziamenti pubblici, ma si basa sulle sole forze dei partecipanti e delle associazioni coinvolte in questa operazione. È per questo motivo che, in questo scavo, predomina il carattere educativo, dal momento che per molti ragazzi vengono svolte lezioni su misura per loro, in base al loro percorso di studi intrapreso. Non è un caso che la Soprintendenza archeologica della Toscana sia in grado di rilasciare appositi attestati per riconoscere ai ragazzi che scavano a Populonia crediti validi per incrementare la loro carriera universitaria. Restando sempre in tema d'archeologia, l'Università di Siena ha annunciato l'avvio degli scavi per due mesi, tra giugno ed ottobre, all'interno del parco archeologico delle Colline Metallifere grossetane, alle Allumiere di Monteleo, nel Comune di Monterotondo Marittimo. Nella stessa località si svolgeranno, su due turni distinti, le indagini archeologiche alla Rocca degli Alberti ed al Castello di Cugnano. K.G.
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