Un percorso partecipato che si concluderà a settembre apre la strada al nuovo piano strutturale
San Vincenzo riprogetta il futuro
Paolo Federighi
Più tutela dell'ambiente e meno cemento: ecco cosa chiedono i cittadini
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SAN VINCENZO. Gli incontri con i cittadini sul piano strutturale sono terminati il 27 maggio. Per tirare le somme e comunicare le tendenze e le linee principali risultanti dalle interviste, l'assemblea pubblica al teatro Verdi. In giugno si svolgeranno tre laboratori tematici, dove circa 50 cittadini lavoreranno per proporre progetti per il futuro del paese. Sono stati intervistati, in un primo tempo, circa 20 residenti considerati rappresentativi del tessuto sociale sanvincenzino. Ad essi si sono poi aggiunti circa 40 fra operatori turistici e commercianti e oltre 70 intervistati durante le "Giornate in piazza", ossia gli incontri tenuti al mercato di piazza Giovanni XXIII e nella zona pedonale. Le tendenze principali rivelate dalle interviste denotano, da una parte, il piacere di vivere a San Vincenzo, in quanto "luogo tranquillo" e "a misura d'uomo", ma, al contempo, una certa avversione verso realtà quali il troppo cemento, la mancanza di spiaggia libera, l'assenza di una vita socio-culturale nei mesi invernali, i pochi sbocchi lavorativi, l'emigrazione giovanile, l'eccessivo costo delle case, l'assenza di luoghi di identità, ossia di luoghi emblematici di San Vincenzo. Per Martina Pietrelli, garante della comunicazione del piano strutturale: «Abbiamo scoperto - spiega - che San Vincenzo evoca 5 parole in particolare: mare, verde, paesaggio, tranquillità e cemento. Dal percorso svolto è emerso che il problema delle troppe seconde case, che ammontano a più di 4mila400. Un po' tutti dicono basta ad altro cemento per non residenti. Ma vengono trattati altri importanti temi. Ad esempio, i sanvincenzini non accettano di vedere il proprio paese vivo ed attivo soltanto durante i mesi estivi, e chiedono che gli eventi culturali, artistici e di richiamo vengano "spalmati" durante tutto l'anno. C'è poi il problema del lavoro, che taglia fuori i giovani. I più affermano che si deve costruire per residenti stabili, a basso prezzo e soprattutto per i giovani». I cittadini si sono poi pronunciati su cosa va tutelato. «Alla domanda - dice Pietrelli - le risposte sono state principalmente tre: mare, paesaggio e Rimigliano. Gli intervistati vogliono che Rimigliano resti intatto. Stesso discorso per il paesaggio e per il mare, che tutti considerano le più importanti risorse del territorio». Altro nodo fondamentale, la spiaggia libera: «Sì - prosegue - i sanvincenzini sentono questa forte necessità e chiedono che si possa andare al mare senza pagare nulla». E sulle questioni riguardanti il bene pubblico? «C'è interesse e di responsabilità - risponde - Prima, i sanvincenzini sono sempre rimasti piuttosto distanti dal bene comune. Ecco perché l'amministrazione ha scelto questo percorso: perché è importante coinvolgere tutti ed evitare le proteste del recente passato per il porto e altre situazioni simili». Tra gli argomenti, la maggiore valorizzazione di San Carlo: «Per molti - prosegue - ha tutte le potenzialità per poter diventare una "piccola Bolgheri". Tutti sentono il bisogno di un ripopolamento della frazione e di una maggior vita sociale, senza però che si stravolga l'essenza». La "questione Silos" divide: la metà delle persone lo vorrebbero abbattuto, l'altra metà conservato. Cosa succederà adesso? «Questa - conclude Pietrelli - è solo la fase di avvio. A settembre coi tecnici di Sociolab consegneremo all'amministrazione i risultati definitivi del percorso partecipato. Nello stesso mese ci saranno due assemblee, con la presentazione di tutto il rapporto alla cittadinanza e ad ottobre l'amministrazione comunicherà, motivandole, le scelte. Per arrivare all'adozione vera e propria del piano strutturale dovremo attendere la primavera 2011».
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