Il Tirreno

Bosi presenta un’interrogazione

L'emergenza carcere finisce in parlamento

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 RIO MARINA. Finisce in Parlamento la protesta messa in atto da alcuni detenuti dell'istituto penitenziario di Porto Azzurro, grazie a un'interrogazione presentata da Francesco Bosi, rappresentante dell'Udc e sindaco di Rio Marina. «Preoccupa e non poco - scrive Bosi - la situazione che si è venuta a creare all'interno dell'istituto elbano. C'è rischio che la protesta inneschi delle reazioni a catena negli altri istituti carcerarti della penisola. È opportuno correre ai ripari per evitare che la situazione sia ingestibile».  L'onorevole Bosi fa riferimento allo stato di agitazione del personale che lavora in carcere. Una protesta che ha radici profonde e che è esplosa a fronte del grave malessere che si respira al di là della porta carraia del penitenziario: turni di lavoro massacranti, poche ferie e permessi, personale sottodimensionato.  «A ciò si aggiunge il fatto - spiega Bosi - che a volte risultano in servizio solo nove agenti che devono controllare circa trecento detenuti».  Bosi ritiene indispensabile un immediato intervento del ministero di Giustizia per far fronte a un problema che rischia di esplodere. «Ho chiesto al ministro - conclude il sindaco di Rio Marina - di conoscere quali misure intenda adottare nell'immediato futuro per risolvere, in maniera rapida ed esaustiva, la grave situazione di disagio in cui versano gli agenti della polizia penitenziaria di Porto Azzurro e nelle altri carceri italiane».  Qualche aiuto, dal Dipartimento centrale e dal Provveditorato regionale è arrivato, ma si tratta solo di poche unità di personale che, al momento, alleviano la situazione critica ma purtroppo non risolvono il problema.

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