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Dopo laccordo con lAsl
Camelli (Uil) «Ora passiamo ai servizi»
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«Dopo l'accordo che difende i lavoratori con i più alti carichi di lavoro, serve un impegno forte nella riorganizzazione dei servizi». Il giudizio è di Paolo Camelli (segretario provinciale Uil sanità) secondo il quale i 127 ingressi previsti sono quel che serve per mantenere un buon livello di servizi, attuare il piano ferie, aiutare i lavoratori con il più alto carico di lavoro (medicine, pronto soccorso, radiologia, rianimazione, assistenza domiciliare). Un punto di equilibrio tra i 4 ospedali e le 4 zone dell'azienda». Nella prossima settimana si svolgeranno le assemblee per l'approvazione dell'accordo e dopo partirà il confronto con l'azienda sulla riorganizzazione. Sul tavolo ci saranno i volumi e la complessità delle prestazioni,i necessari organici per realizzarle,i sistemi di orario di lavoro e del part-time. Camelli evidenzia uno scenario sanitario nazioanle allarmante e i rischi consegunti e valorizza il risultato siglato dai sindacati confederali «che, anche in questa occasione, hanno saputo costruire una mobilitazione e una mediazione che ha portato risultati utili ai cittadini e ai lavoratori. Un esempio per tutti: nella proposta aziendale c'era un numero basso di assunzioni (84) ed un forte squilibrio territoriale. Nella Val di Cornia l'Azienda riteneva che fosse sufficiente assumere 1 nuovo dipendente: l'accordo si è chiuso a quota 12 6 oss, 5 infermieri,2 tecnici di radiologia. C'è infine un ultimo dato significativo: la proposta dell'azienda prevedeva una minore spesa per il personale di 3,3 milioni di euro pari a 67 unità. L'accordo recupera 43 assunzioni per un costo di 2,1 milioni di euro. L'Asl avrà, nel 2010 un minore costo del personale pari a 1,2 milioni di euro ovvero il 70% del deficit di bilancio alla voce costo del lavoro. La differenza,ovvero 900mila euro,corrisponde alle assunzioni ottenute per sostenere i lavoratori con i più alti carichi di lavoro».
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