Scomparsi 300 alloggi sociali
Francesco Rossi
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Il sindaco Rossana Soffritti con gli altri membri della giunta Comune dei cittadini: «Quel documento è contraddittorio»
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CAMPIGLIA. Un regolamento urbanistico che contraddice la volontà degli amministratori. È questo, per Comune dei cittadini, il peccato originario del documento. Soprattutto sulle case popolari, che sembrano essere scomparse dal regolamento. Era stato detto che nelle zone agricole non si potevano recuperare strutture in lamiera o manufatti per fare spazio a nuove abitazioni. «Ma nelle norme - dicono - si legge che per le sole costruzioni realizzate con materiali precari presenti nelle aree di pertinenza di fabbricati residenziali, è ammesso il riuso per fini abitativi attraverso interventi di demolizione e ricostruzione». Sempre in tema di agricoltura si sostiene che secondo il nuovo strumento pianificatorio non sarebbe possibile costruire impianti per la frantumazione degli inerti. «E invece, spunta un capitolo - aggiungono - dove sta scritto che l'attività temporanea di recupero e valorizzazione degli inerti è ammessa unicamente nelle zone agricole». E che gli uffici comunali hanno la facoltà di giudicare la congruità dei siti proposti. Ma la decisione più clamorosa, secondo Comune dei cittadini, è quella che riguarda i 300 alloggi di edilizia sociale, che non potevano essere esclusi dal dimensionamento del piano. «Condividiamo questa posizione - dicono - peccato che nei calcoli del Comune questi alloggi siano del tutto spariti».
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