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Il giallo degli scheletri: presto le analisi sui resti
I crani e gli scheletri che sono stati trovati tre giorni fa nel loculo di un sanvincenzino morto 47 anni fa saranno presto analizzati, su disposizione della procura. Dopo aver messo sotto sequestro il loculo al cimitero, ora scatteranno le analisi sul misterioso ritrovamento.
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SAN VINCENZO. I crani e gli scheletri che sono stati trovati tre giorni fa nel loculo di un sanvincenzino morto 47 anni fa saranno presto analizzati, su disposizione della procura. Dopo aver messo sotto sequestro il loculo al cimitero, ora scatteranno le analisi sul misterioso ritrovamento.
I carabinieri di San Vincenzo, intervenuti appena dal cimitero è arrivata la segnalazione degli operai dell'azienda che stava svolgendo le estumulazioni, hanno preso in consegna i resti delle due persone che erano stati sistemati sopra la bara di Cesare Pratesi.Il defunto ha condiviso suo malgrado il loculo con altri due scheletri.
Per gli investigatori è ancora presto fare ipotesi. Ci vorranno le analisi antropologiche sui resti per capire cosa sia successo al cimitero di San Vincenzo. Per stabilire innanzitutto a chi appartengono, ma anche per capire se quei due scheletri sono di persone decedute per cause naturali o no. Sarà questa la domanda più importante alla quale i periti della procura dovranno rispondere.
Se i due scheletri dovessero presentare segni di violenza che possano fare pensare ad un delitto, allora il quadro si complicherebbe. Altrimenti, potrebbe essere avvalorata l'ipotesi che un operatore cimiteriale abbia messo il sacco con le ossa nel loculo di Pratesi al momento del suo passaggio a miglior vita. Un fatto, in questo giallo che potrebbe tingere l'estate sanvincenzina, è certo: chi ha messo quegli scheletri sulla bara di Pratesi, ha utilizzato la massima cautela.
La vedova e i figli del defunto infatti, in quasi mezzo secolo di preghiere recitate davanti a quella lapide, non si sono accorti di niente.
I carabinieri di San Vincenzo, intervenuti appena dal cimitero è arrivata la segnalazione degli operai dell'azienda che stava svolgendo le estumulazioni, hanno preso in consegna i resti delle due persone che erano stati sistemati sopra la bara di Cesare Pratesi.Il defunto ha condiviso suo malgrado il loculo con altri due scheletri.
Per gli investigatori è ancora presto fare ipotesi. Ci vorranno le analisi antropologiche sui resti per capire cosa sia successo al cimitero di San Vincenzo. Per stabilire innanzitutto a chi appartengono, ma anche per capire se quei due scheletri sono di persone decedute per cause naturali o no. Sarà questa la domanda più importante alla quale i periti della procura dovranno rispondere.
Se i due scheletri dovessero presentare segni di violenza che possano fare pensare ad un delitto, allora il quadro si complicherebbe. Altrimenti, potrebbe essere avvalorata l'ipotesi che un operatore cimiteriale abbia messo il sacco con le ossa nel loculo di Pratesi al momento del suo passaggio a miglior vita. Un fatto, in questo giallo che potrebbe tingere l'estate sanvincenzina, è certo: chi ha messo quegli scheletri sulla bara di Pratesi, ha utilizzato la massima cautela.
La vedova e i figli del defunto infatti, in quasi mezzo secolo di preghiere recitate davanti a quella lapide, non si sono accorti di niente.
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