Il Tirreno

Pari opportunità senza minoranze

Alcune componenti della Commissione durante un’iniziativa
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Alcune componenti della Commissione durante un’iniziativa

Udc, Polo di centrodestra e Pdl accusano: «La maggioranza è arrogante»

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 PIOMBINO. Il nuovo regolamento della Commissione pari opportunità che consente di farne parte solo alle donne elette in consiglio comunale (tutte del Pd) e riduce da 40 a 4 le associazioni inserite nell'organismo, provoca la dura reazione di Udc, Pdl e Polo di centrodestra. «Questo - dicono - è un atto di arroganza da parte della maggioranza».  I tre gruppi di minoranza spiegano che le modifiche al regolamento della Commissione pari opportunità «sono state appositamente volute dalla giunta e avallate dai partiti che la sostengono, contro il parere unanime delle minoranze. Non si conoscono i motivi veri, anche se è possibile immaginarli, per cui ci sia stato un intervento così drastico nel riorganizzare uno strumento importante di affermazione della dignità delle donne, che in passato ha certamente funzionato sotto il profilo dell'impegno e della partecipazione».  «Con le nuove norme introdotte oltre alle rappresentanti istituzionali, peraltro tutte del Pd - proseguono Udc, Pdl e Polo di centrodestra - faranno parte per il momento solo quattro associazioni (Unicoop, Arci, Donne oltre, Sempre donna) su cinque che ne hanno fatto richiesta, contro le quasi 40 di prima. Spazio H non è stata ammessa per mancanza dei requisiti specifici previsti dal nuovo regolamento, che di fatto elimina tutte le altre (circa il 90%) che fino a pochi mesi fa ne avevano il diritto».  Secondo le forze di minoranza «qualcuno sostiene che sia un atto di epurazione per colpire qualcuno in modo specifico non gradito a chi comanda, se così fosse, l'auspicio è che le motivazioni siano altre, ci troveremmo di fronte a un utilizzo improprio degli organi istituzionali».  Udc, Pdl e Polo sono molto critici e dicono di non riuscire a capire i reali motivi «di una presa di posizione così rigida da parte della maggioranza e in particolar modo del sindaco, il quale nel dibattito in consiglio comunale ha tentato inopportunamente di accusare le opposizioni di volersi appropriare della Commissione pari opportunità. Tali affermazioni - proseguono - sono chiare ed evidenti ammissioni di una logica che appartiene al contrario alla maggioranza, con un potere incontrastato da oltre sessant'anni, che forse non ha gradito la conduzione della Commissione nella passata legislatura e ora finalmente con le nuove norme introdotte potrà autoritariamente controllarne in modo efficace l'operato».  «L'unica cosa da aggiungere - chiudono le minoranze consiliari - è che oggi esiste un organo del consiglio comunale che rappresenta solo la maggioranza e l'area culturale a lei vicina, tutti gli altri ne sono fuori; se non ci saranno nuovi risvolti, questa situazione permarrà per tutta la durata della legislatura».

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