Il presidio
Dall'Asl 11 milioni per nuovi reparti e pronto soccorso
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Infermiere al lavoro in corsia 2 MINUTI DI LETTURA
PORTOFERRAIO. Lavori per 8 milioni di euro in ospedale. Dalla nuova dialisi alla realizzazione di un'area materno-infantile, al miglioramento del pronto soccorso. Otto milioni che, aggiunti ai 2 e mezzo dello scorso anno, toccano quasi quota 11 per i lavori che l'Asl ha già realizzato, o sta per eseguire, a Portoferraio. Non per questo, però, diminuisce la preoccupazione dei sindaci che ora temono anche uno "scippo" delle risorse economiche destinate all'Elba. I lavori. L'azienda sanitaria, nel 2009, ha investito oltre 2,5 milioni per l'istallazione di nuove apparecchiature (Tac), la realizzazione di strutture interne (blocco operatorio) o esterne (viabilità e parcheggi). Altri 4 milioni sono serviti per finanziare le opere in corso: l'adeguamento antisismico, gli spazi per la dialisi (pronta entro giugno), la riorganizzazione dell'area materno-infantile. Un'altra consistente parte di lavori, infine, rientra nella progettazione sul medio periodo. Tra le opere più importanti la ristrutturazione e l'ampliamento del pronto soccorso: sarà dapprima ingrandito il piazzale antistante con procedure di gara che partiranno a giorni e successivamente comincerà la progettazione per il miglioramento della struttura. Le preoccupazioni. Eppure i primi cittadini elbani, anzitutto il presidente della conferenza dei sindaci, Vanno Segnini, sono preoccupati. I motivi? Segnini li affida ad una lettera con la quale risponde alla direttrice Monica Calamai, tornando a ribadire «l'insufficiente coinvolgimento nei confronti della conferenza dei sindaci sulle scelte attuate sul territorio». Segnini si augura che «il nuovo referente locale (Massimo Scelza, ndr) - rappresenti effettivamente un forte elemento di novità nelle relazioni tra azienda e conferenza». Un interprete, insomma, delle esigenze del territorio segnalate dai sindaci ma anche della «necessità di conoscenza preventiva - continua Segnini - sulla evoluzione dei servizi sanitari programmati e presati». Ruolo ancor più significativo in una fase delicata come quella in corso. Segnini cita la possibilità di un ridimensionamento dell'offerta sanitaria di salute mentale «causa - spiega -insufficiente presenza di personale. Ci auguriamo, se dovesse trattarsi di notizie vere, che non vengano assunte iniziative senza un doveroso coinvolgimento della conferenza». Ma ciò che fa più paura è quanto prevederebbe l'organizzazione a dipartimenti dei presidi. «Da una prima analisi - spiega Segnini - sembrerebbe emergere che la gestione delle risorse va via dall'ospedale per essere allocata a Livorno (doverosa sede del dipartimento) e questa cosa, se vera, rappresenta motivo di preoccupazione se non sufficientemente chiarita nella sua portata». In altre parole la gestione delle risorse per ogni dipartimento ospedaliero verrebbe centralizzata, depauperando un territorio decentrato e difficile come l'Elba.
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