Il Circondario cancellato in anticipo
V.P.
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Giampaolo Pioli e la sede del Circondario in largo Caduti sul lavoroIl Circondario non c'è più. Il governo ne ha accelerato la fine pubblicando un paio di giorni fa il decreto Calderoli, un allegato della Finanziaria. Lo ha fatto senza dettare norme transitorie che riempissero il vuoto che separa la fine del Circondario dal decollo dell'Unione dei Comuni
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PIOMBINO. Il Circondario non c'è più. Il governo ne ha accelerato la fine pubblicando un paio di giorni fa il decreto Calderoli, un allegato della Finanziaria. Lo ha fatto senza dettare norme transitorie che riempissero il vuoto che separa la fine del Circondario dal decollo dell'Unione dei Comuni. Riunioni fitte e incontri in Regione per il presidente Giampaolo Pioli. Alla fine è stato concordato un percorso che dovrebbe permettere di contenere i disservizi. «Ci eravamo mossi in largo anticipo e avevamo già impostato il nostro lavoro. Pensavamo, però, - sottolinea Pioli - di avere a disposizione ancora sei o sette mesi per organizzare il nuovo ente. E invece ne abbiamo solo un paio». Lo sprint legislativo, in qualche modo, obbligherà a partire dal contenitore e non dai contenuti. Il contrario, cioè, del modello che si erano dati al Circondario dove erano stati già programmati incontri con le varie categorie sociali ed economiche per confrontarsi sul nuovo strumento. Nell'attesa di arrivare alla formalizzazione dell'Unione, si è stabilito di individuare nel Comune di Piombino il capofila. Sarà quello che, nella fase transitoria, coordinerà le funzioni associate. «Questo - prosegue Pioli - permetterà di non interrompere le attività che direttamente coinvogono i cittadini e le imprese». L'ormai ex presidente del Circondario, definisce «non lunghissimi» i tempi entro i quali funzionerà l'Unione dei Comuni. «Subito dopo acquisiremo gli strumenti di partecipazione», assicura Pioli che, sulle funzioni da trasferire al nuovo ente e su quelle nuove da attribuire, non si sbilancia più di tanto. Un elemento viene sottolineato in particolare: l'Unione sarà l'espressione della volontà di tutte le realtà territoriali che la compongono. Senza sovrapposizioni. Niente doppioni inutili, insomma. Molto duro il giudizio espresso da Pioli sulla decisione del governo: «Va avanti a colpi di decreto, senza il minimo rispetto delle autonomie locali».
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