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Cresce la precarietà, crescono le vertenze

In Val di Cornia il maggior numero di vertenze è stato registrato nel settore dei servizi e commercio (foto d’archivio)
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In Val di Cornia il maggior numero di vertenze è stato registrato nel settore dei servizi e commercio (foto d’archivio)

Crescono precarietà e lavoro sommerso. In altre parole, il disagio economico. E cresce automaticamente il contenzioso tra chi dà lavoro e chi lo esegue. La prova, nel numero delle vertenze messe a punto dagli uffici sindacali. Solo la Cgil ha registrato un incremento di circa il 18% sull'intero territorio provinciale

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PIOMBINO. Crescono precarietà e lavoro sommerso. In altre parole, il disagio economico. E cresce automaticamente il contenzioso tra chi dà lavoro e chi lo esegue. La prova, nel numero delle vertenze messe a punto dagli uffici sindacali.
Solo la Cgil ha registrato un incremento di circa il 18% sull'intero territorio provinciale dove nel 2009 sono state aperte complessivamente 1.174 pratiche.

Ai tre sportelli di Piombino, Venturina e Portoferraio si è passati da 314 vertenze del 2007, alle 508 del 2009 per arrivare alle 583 dello scorso anno.

Considerando che un'attività analoga intensa è svolta anche dalle altre sigle sindacali, confederali e autonome, ecco che il numero è destinato a lievitare sensibilmente.

La maggior parte dei casi registrati dalla Cgil riguarda il cosiddetto recupero crediti.

In altre parole, le vertenze sono legate a fattori economici. Stipendi arretrati, liquidazioni non percepite, acconti che si susseguono (quando va bene) senza arrivare al saldo.

Il secondo capitolo, in termini quantitativi, è quello delle violazioni contrattuali, con diritti ritenuti consolidati, triturati dalla precarietà e dalla crisi.

«Crisi che, però, si rivela in tanti casi un alibi per liberarsi di qualche lavoratore. Licenziare è una pratica piuttosto diffusa», commenta Antonella Di Giambattista, responsabile del servizio vertenze della Cgil provinciale. Che afferra la palla al balzo per denunciare l'attacco indiretto subito dall'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori con la legge sull'arbitrato, approvata pochi giorni fa dal Parlamento.

«Una legge che riduce sensibilmente la tutela dei lavoratori nelle controversie», afferma Di Giambattista.

Tra i settori in cui, in Val di Cornia e all'Elba, il contenzioso è più pesante, c'è quello del commercio e dei servizi. Nettamente distanziato il metalmeccamico.

In terza posizione l'agricoltura mentre la casistica restante è sbriciolata nelle altre occupazioni.

«Se, comunque, riusciamo a portare avanti una mole di lavoro così ampia, fatta anche di consulenze e procedure di accesso ai fallimenti, è grazie all'ottimo rapporto che abbiamo con le strutture sindacali delle singole categorie», chiude la sindacalista.

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