Il Tirreno

PROTESTE A PORTOFERRAIO

Una via crucis contro i tralicci

Rosella Fascetti
I manifestanti con il grande striscione e decine di cartelli di protesta
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I manifestanti con il grande striscione e decine di cartelli di protesta

Come una via crucis. Una sosta sotto ogni traliccio. In ciascuno dei luoghi simbolo dell'Elba dove ora ci sono i piloni in acciaio di Terna. E' andata in scena ieri l'ennesima manifestazione di protesta contro la costruzione della linea aerea del nuovo elettrodotto tra Portoferraio e San Giuseppe. Circa 200 i manifestanti

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PORTOFERRAIO. Come una via crucis. Una sosta sotto ogni traliccio. In ciascuno dei luoghi simbolo dell'Elba dove ora ci sono i piloni in acciaio di Terna. E' andata in scena ieri l'ennesima manifestazione di protesta contro la costruzione della linea aerea del nuovo elettrodotto tra Portoferraio e San Giuseppe. Circa 200 i manifestanti. Una partecipazione che ha un po' deluso le aspettative degli organizzatori. Ma anche un gruppo eterogeneo, a dimostrazione che il no ai tralicci non ha confini. Pensionati, imprenditori, giovani, guide ambientali e tanti bambini e famiglie. Tra loro anche persone venute apposta dal continente per manifestare.

Le tappe. La prima è stata la casa di Livia Puddu, la signora che ha chiuso i cancelli a Terna. Poi sempre più su, verso i tralicci numero 18, 17, 16, 15 e 14, fino alla strada provinciale percorsa in fila indiana con un cartello sulle spalle con su scritto "No ai tralicci". Lo spettacolo è impressionante. Soprattutto per chi, quei viottoli, li conosce da una vita e non avrebbe mai immaginato di trovarci piazzole di cemento e piante abbattute.

Delusione e speranza. Tra i manifestanti c'è rabbia e delusione. Ce l'hanno con Terna ma anche con i politici locali «che non sono venuti», raccontano. Ieri in corteo c'era solo l'assessore Carlo Rizzoli. «Credo ancora che si possa cambiare qualcosa - dichiara Matteo - ma i politici locali non mostrano molto interesse. E' vero che a Marciana o a Campo i tralicci non si vedono ma il problema è di tutti». C'è chi resta fiducioso nelle amministrazioni, chi è convinto che il sindaco di Portoferraio prima o poi si incateni a un traliccio se non viene fatto l'interramento. Ma il dubbio che accomuna tutti è uno soltanto: da quando i lavori sono stati sospesi i cittadini non hanno saputo più niente. «Lo interreranno o no questo elettrodotto?» si chiedono.
I più entusiasti sono i bambini che marciano con gli striscioni in mano. Leonardo ha solo 9 anni e ieri ha partecipato alla manifestazione con i nonni. «Io manifesto perché i tralicci inquinano» dice. Giorgia, 10 anni, arriva addirittura da Venturina con la famiglia. «I tralicci sono molto vicini a casa mia» racconta Antonio, 10 anni. Ed infine Mattia che si lamenta: «a scuola non hanno mai parlato dei tralicci e nemmeno della tutela dell'ambiente».

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