Il Tirreno

integrazione dei detenuti

Sulle mura di forte San Giacomola caccia al tesoro del terribile pirata Barbarossa

Luigi Cignoni
Le imponenti mura di Forte San Giacomo intorno alle quali si snoda il percorso didattico
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Le imponenti mura di Forte San Giacomo intorno alle quali si snoda il percorso didattico

Si chiama "Il tesoro di Barbarossa nel forte San Giacomo" il progetto realizzato dall'associazione Dorad, in collaborazione con la direzione del carcere di Porto Azzurro e l'associazione Libamboli di Capoliveri. Ufficialmente sarà presentato sabato mattina e sarà fruibile gratuitamente a partire da domenica 7 marzo fino al 25 aprile

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PORTO AZZURRO. Si chiama "Il tesoro di Barbarossa nel forte San Giacomo" il progetto realizzato dall'associazione Dorad, in collaborazione con la direzione del carcere di Porto Azzurro e l'associazione Libamboli di Capoliveri (al quale hanno offerto il proprio contributo anche l'Apt, il gruppo Mammut e l'amministrazione comunale). Ufficialmente sarà presentato sabato mattina e sarà fruibile gratuitamente a partire da domenica 7 marzo fino al 25 aprile.

In pratica si tratta di un percorso, o meglio di un reticolo di percorsi, realizzati all'interno del forte spagnolo e immediatamente vicino alle mura del maniero. È rivolto soprattutto agli alunni delle scuole dell'obbligo e la domenica pomeriggio anche alle persone adulte e turisti allo scopo di conoscere meglio in territorio e la sua storia. Progetto che poi, a sua volta, parteciperà al bando nazionale "Mito del Mammut-terza edizione". L'iniziativa si propone come obiettivo la riqualificazione sotto l'aspetto didattico degli spazi pubblici e il loro riutilizzo gratuito da parte della cittadinanza al fine di vivere la città e il territorio come aula diffusa e partecipativa.

L'idea di realizzare il progetto all'interno del penitenziario di Porto azzurro nasce sia dalla volontà di offrire al cittadino una diversa possibilità di vedere e vivere il carcere, sia dal desiderio di offrire ai detenuti coinvolti un nuovo strumento educativo finalizzato alla loro integrazione sociale.

«Mammut significa semplicemente - dice Claudia Lorenzini, una fra le promotrici dell'iniziativa - lavorare insieme per realizzare un progetto in comune attraverso il quale la favola, i disegni e gli scritti "da dentro" giungono al lettore esterno sotto forma di gioco. Un gioco che arricchisce e conquista un piccolo spazio del territorio a oggi precluso e lo rende con il sorriso ai nostri bambini». Per concretizzare l'iniziativa si è costituito un gruppo di operatori volontari definito da guide ambientali che fanno capo all'associazione Dorad e detenuti di Porto Azzurro. Ma in che cosa consiste? «È un percorso didattico-educativo all'interno della tenuta agricola del Forte San Giacomo - dice la curatrice - centrato sulla pirateria nel Mediterraneo all'epoca del Cinquecento. Il percorso si sviluppa come caccia al tesoro costituito da 10 tappe alternate a momenti di narrazione. Ogni tappa è definita da un gioco educativo improntato sull'utilizzo dei sensi, manualità ed espressività e finalizzato alla scoperta del contesto storico, sociale, culturale e naturalistico degli spazi utilizzati». I bambini saranno riuniti in gruppi che si lanceranno alla ricerca del tesoro di Barbarossa.

L'appuntamento si svolgerà ogni sabato, dalle 10,30 alle 12,30, il percorso sarà a disposizione degli studenti; mentre ogni domenica, dalle 14 alle 17, l'itinerario sarà destinato alla cittadinanza e ai turisti. Gli organizzatori prescrivono il divieto, durante le visite all'interno del forte, dell'uso di cellulari, macchine fotografiche e riprese video-filmati. L'ingresso è dalla Porta Medina del forte.

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