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BUCO MILIONARIO

Il crac Donati finisce in tv

Francesco Rossi
Il crac Donati finisce in tv

Sono arrivate ieri mattina le telecamere di Rai 3, chiamate dal comitato delle vittime del consulente Donati per far conoscere questa vicenda al di fuori della Val di Cornia. A bordo di una Fiat Stilo, il giornalista Jacopo Cecconi di "Buongiorno regione" (in onda alle 7,30, con sintesi al Tg 3 delle 14) si è fermato in via Indipendenza nello studio dell'avvocato Marconi

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VENTURINA. Sono arrivate ieri mattina le telecamere di Rai 3, chiamate dal comitato delle vittime del consulente Donati per far conoscere questa vicenda al di fuori della Val di Cornia. A bordo di una Fiat Stilo, il giornalista Jacopo Cecconi di "Buongiorno regione" (in onda alle 7,30, con sintesi al Tg 3 delle 14) si è fermato in via Indipendenza nello studio dell'avvocato Marconi.

Qui, insieme agli altri avvocati del comitato, Pier Francesco Sica, Luciano Giuliani, Marco Monticelli e Daniele Pinto, Giovanni Marconi ha illustrato il modo in cui si è giunti all'accusa per Donati di appropriazione indebita aggravata e i tempi del processo. «Sono stati passati al setaccio i conti correnti della società - ha spiegato Marconi - per vedere se questi soldi sono stati dirottati su altre attività. Alla Camera di commercio risulta che la società fosse impegnata in attività immobiliari». Il dato curioso dell'affare Donati è che quest'ultimo non era fiscalista. Si è iscritto all'albo dei consulenti del lavoro solo a partire dal 2006. Era il suo socio, il livornese Stefano Lotti, iscritto all'albo dei ragionieri, ad essere abilitato a versare in via telematica le imposte. Dunque, è difficile ipotizzare anche un'eventuale responsabilità a carico del solo Donati, che era comunque colui che riceveva a proprie mani il denaro dai clienti. Sempre nel campo delle ipotesi, secondo i legali, qualora fosse riconosciuta la colpevolezza di Donati, il rischio è di finire dietro le sbarre per un periodo che oscilla tra 7 e 10 anni. Cosa insegna la vicenda? «Che per essere sicuri, una volta che il commercialista ha calcolato la cifra da pagare - dice Marconi - il cliente deve andare in banca e con un F24 effettuare il pagamento di persona, senza intermediari». Le telecamere si sono poi spostate nella zona pedonale, davanti allo studio, ormai chiuso, di Donati, dove alcuni dei componenti del comitato hanno raccontato le proprie storie. «Le nostre erano aziende sane - è stato il canto corale - piccole imprese che costituiscono il tessuto produttivo della Val di Cornia». Il debito individuale? Non al di sotto di 100mila euro e secondo un calcolo anche approssimativo, si fa presto, considerando tutti i clienti colpiti, a raggiungere quota 10 milioni. In chiusura di mattinata, c'è stata una puntata verso Le Lumiere, per rintracciare lui, il protagonista Riccardo Donati, attualmente impiegato presso l'azienda agricola del padre, che produce olio extravergine, frutta e verdura. Donati non era presente. Raggiunto telefonicamente, si è trincerato dietro un rifiuto di rispondere per non pregiudicare le indagini in corso. Tra un no e l'altro, però, qualcosa è filtrato, che potrebbe aprire una fioca luce di speranza per i suoi ex-clienti: «Il curatore sta cercando di recuperare un'importante somma per saldare i debiti»

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