Italia
CRIMINALITA'
In città sale la tensione Paura dopo l'aggressione
Francesca Gori
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Eleonora Cremisi segretario di Confesercenti e a destra le volanti davanti al commissariato di via Ferrer
L'uomo avrebbe raccontato agli agenti di essere stato colpito al volto da Kamel Dahechi con un bicchiere, dopo che Pietrino Chia aveva chiesto ai due giovani tunisini di allontanarsi dal locale. L'uomo è stato poi accompagnato da un'ambulanza della Pubblica Assistenza al pronto soccorso di Villamarina. Kamel Dahechi invece, è ancora ricoverato all'ospedale.
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PIOMBINO. Il sangue dal marciapiede di via Fucini è stato lavato via da giorni. Subito dopo il ferimento di Kamal Dahechi, il tunisino accoltellato la notte tra giovedì e venerdì dal titolare del bar Royal. Ma le polemiche non si sono ancora spente.
Polemiche sulla sicurezza, su quello che cittadini e commercianti chiedono da tempo e ancora oggi non hanno ottenuto. Perché da una parte c'è un fatto di cronaca. Un fatto di nera, appunto. Dall'altra c'è la voglia di continuare a vivere la città come è stato fino ad ora, senza che si scatenino episodi di violenza, senza che scoppi una guerra tra bande. Lo chiedono i cittadini, sì. E lo chiedono anche i commercianti. Che ogni sera devono uscire dai loro negozi con l'incasso della giornata, che devono tenere aperto anche la sera fino a tardi, che vorrebbero continuare ad uscire dai loro locali senza doversi portare dietro un coltello. Perché qui siamo a Piombino.
Non siamo in una città violenta, non siamo in una metropoli. I rappresentanti dei commercianti non entrano nel merito di una vicenda che sarà giudicata da un tribunale. Non prendono le parti di nessuno. Raccontano solo quello che sentono. Una sensazione che viene da prima di quello che è accaduto qualche sera fa. Lo hanno detto più volte. Hanno chiesto più controlli alle forze dell'ordine, hanno organizzato incontri, hanno cominciato poi ad organizzarsi per conto proprio. E soprattutto, lanciano un appello ai piombinesi: no all'odio razziale.
«Negli ultimi anni abbiamo incontrato i rappresentanti delle forze dell'ordine per chiedere più attenzione nei nostri confronti, ma anche in quelli dei cittadini - dice Eleonora Cremisi, segretario di Confesercenti - ma, nonostante la volontà comune, siamo di fronte alla mancanza di uomini e mezzi, soprattutto in una città che si sta trasformando». La parola d'ordine quindi è sicurezza. «Ma è anche e soprattutto prevenzione - aggiunge Cremisi - perché c'è il rischio che un bisogno reale, come quello della sicurezza, possa sfociare in violenza». I commercianti di Confesercenti hanno cominciato a fare da soli: videosorveglianza, sistemi di allarme, sicurezza privata. Soprattutto nei negozi che rischiano i più: tabacchi, farmacie, locali aperti fino a tardi. Per evitare che ci sia un altro venerdì 19 febbraio.
«Qualche tempo fa abbiamo incontrato il vicequestore e il prefetto - aggiunge Alessandro Baldi, responsabile Confcommercio della Val di Cornia - e in quell'occasione ci dissero che i fatti che avvenivano in città rientravano nella media statistica. È vero, non siamo a Milano o Roma, ma questi avvenimenti qui da noi non sono mai successi. Non siamo abituati». La via del dialogo è quella invocata da Confcommercio.
«Dialogo con le forze dell'ordine, soprattutto - aggiunge Baldi - che con le iniziative del poliziotto e del carabiniere di quartiere sentiamo più vicini. Ma il dialogo è necessario, con tutti. E soprattutto, bisogna stare attenti a non generalizzare».
Intanto, sul fronte delle indagini, ieri mattina un altro tassello è andato al suo posto. Mentre si attendono i risultati delle analisi della scientifica sul coltello utilizzato da Chia e gettato poi in un giardino vicino, al commissariato di via Ferrer ieri mattina è andato a sporgere denuncia il cliente rimasto ferito all'interno del bar.
L'uomo avrebbe raccontato agli agenti di essere stato colpito al volto da Kamel Dahechi con un bicchiere, dopo che Pietrino Chia aveva chiesto ai due giovani tunisini di allontanarsi dal locale. L'uomo è stato poi accompagnato da un'ambulanza della Pubblica Assistenza al pronto soccorso di Villamarina.
Kamel Dahechi invece, è ancora ricoverato all'ospedale.
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