Il presidio
AMBIENTE
Elba, la guerra dei tralicci arriva in Parlamento
Un'interrogazione ai ministri dell'Ambiente e dello Sviluppo economico per chiedere di intervenire per risolvere la questione dell'elettrodotto dell'Elba. A far approdare in Parlamento la battaglia ambientalista per evitare la costruzione di tralicci non interratti - con rischi per l'ambiente - è il parlamentare del Pd Ermete Realacci
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La questione dei tralicci dell'Isola d'Elba approda in Parlamento. A presentare un'interrogazione ai ministri per lo Sviluppo economico e per l'Ambiente sulla questione che sta provocando grandi proteste sull'isola è il parlamentare del Pd Ermete Realacci.
Il rappresentante dell'opposizione chiede quali iniziative i ministri intendano assumere "per promuovere un progetto il totale interramento dell'elettrodotto nel tratto elbano al fine di preservare le bellezze naturalistiche e paesaggistiche del territorio dell’isola d’Elba e per scongiurare il deturpamento di una delle isole più belle d’Italia".
Nel testo presentato Realacci espone i problemi legati alla costruzione dell'elettrodotto non interrato. "Già dal 2001 - scrive il parlamentare del Pd - è previsto il potenziamento della rete elettrica dell’isola d’Elba per fronteggiare la sua crescente richiesta di energia. L’attuale progetto, nonostante il forte ridimensionamento, rispetto al tracciato originale previsto da Terna S.p.A., prevede la realizzazione di una nuova linea di 15,3 km da San Giuseppe a Portoferraio, maggiore centro dell’isola, il cui tratto intermedio di 6,9 km è su linea aerea, sostenuta da 20 tralicci, ed i due tratti iniziale e finale interrati. I tralicci previsti dall’attuale progetto avrebbero un notevole impatto anche sul paesaggio, con possibili ricadute negative anche dal punta di vista del turismo, considerando che l’isola d’Elba è fra le mete più ambite dal turismo nazionale e straniero. La linea aerea prevista per il nuovo elettrodotto insiste inoltre all’interno di un importante corridoio faunistico tra due zone di protezione speciale e rappresenta il collegamento tra le ultime due zone umide dell’isola".
Poi Realacci parla della protesta: "All’Isola d’Elba è in corso una civile protesta per chiedere l’interramento anche dell’ultimo tratto aereo che coinvolge tutte le categorie economiche, tutte le forze politiche e sociali, le amministrazioni comunali e le associazioni ambientaliste e il comitato per l’ interramento di di tutto l’elettrodotto"
Il rappresentante dell'opposizione chiede quali iniziative i ministri intendano assumere "per promuovere un progetto il totale interramento dell'elettrodotto nel tratto elbano al fine di preservare le bellezze naturalistiche e paesaggistiche del territorio dell’isola d’Elba e per scongiurare il deturpamento di una delle isole più belle d’Italia".
Nel testo presentato Realacci espone i problemi legati alla costruzione dell'elettrodotto non interrato. "Già dal 2001 - scrive il parlamentare del Pd - è previsto il potenziamento della rete elettrica dell’isola d’Elba per fronteggiare la sua crescente richiesta di energia. L’attuale progetto, nonostante il forte ridimensionamento, rispetto al tracciato originale previsto da Terna S.p.A., prevede la realizzazione di una nuova linea di 15,3 km da San Giuseppe a Portoferraio, maggiore centro dell’isola, il cui tratto intermedio di 6,9 km è su linea aerea, sostenuta da 20 tralicci, ed i due tratti iniziale e finale interrati. I tralicci previsti dall’attuale progetto avrebbero un notevole impatto anche sul paesaggio, con possibili ricadute negative anche dal punta di vista del turismo, considerando che l’isola d’Elba è fra le mete più ambite dal turismo nazionale e straniero. La linea aerea prevista per il nuovo elettrodotto insiste inoltre all’interno di un importante corridoio faunistico tra due zone di protezione speciale e rappresenta il collegamento tra le ultime due zone umide dell’isola".
Poi Realacci parla della protesta: "All’Isola d’Elba è in corso una civile protesta per chiedere l’interramento anche dell’ultimo tratto aereo che coinvolge tutte le categorie economiche, tutte le forze politiche e sociali, le amministrazioni comunali e le associazioni ambientaliste e il comitato per l’ interramento di di tutto l’elettrodotto"
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