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SICUREZZA
Un carabiniere per amico, apprezzato dai cittadini il controllo nei quartieri
Cecilia Cecchi
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Sopra un carabiniere di quartiere nel centro della cittàGratitudine per la disponibilità e l'interessamento del "brigadiere di quartiere", che è riuscito «a far sistemare l'impianto di riscaldamento della vecchia casa dove abito in affitto». È il contenuto di una delle tante lettere - nel caso firmata da un disabile, che si è visto risolvere un bel problema - che arrivano al comando compagnia in via Giordano Bruno. A testimonianza della riconoscenza della città a questa "presenza amica" del carabiniere di quartiere: uno solo che pattuglia a piedi strade e piazze per stare vicino ai problemi quotidiani della gente
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PIOMBINO. Gratitudine per la disponibilità e l'interessamento del "brigadiere di quartiere", che è riuscito «a far sistemare l'impianto di riscaldamento della vecchia casa dove abito in affitto». È il contenuto di una delle tante lettere - nel caso firmata da un disabile, che si è visto risolvere un bel problema - che arrivano al comando compagnia in via Giordano Bruno.
A testimonianza della riconoscenza della città a questa "presenza amica" del carabiniere di quartiere: uno solo che pattuglia a piedi strade e piazze per stare vicino ai problemi quotidiani della gente.
Una specie di "bobby", per dirla in modo anglosassone, con una divisa un po' diversa per farsi riconoscere subito: con una striscia rossa trasversale. Dotato di palmare di ultima generazione per i contatti rapidi e sinergici con la centrale operativa, per essere orecchie ed occhi dei colleghi di pattuglia sul territorio. Particolare tipo di servizio per la sicurezza e l'ordine pubblico.
«Si risponde così - spiegano al comando compagnia - all'avvertita esigenza di integrare il controllo del territorio. Soprattutto nelle aree del centro dove la consistente concentrazione di residenti ha, in parte, affievolito il tradizionale rapporto personale e diretto del carabiniere col cittadino, riducendo la capacità di interpretare le istanze e le necessità della collettività. Un'attività - aggiungono negli uffici - che costituisce un'imprescindibile filosofia di intervento e una formula operativa finalizzata ad alimentare un già proficuo rapporto di fiducia e collaborazione».
Punto di connessione tra il cittadino e la pubblica amministrazione, poiché le segnalazioni non interessano solo richieste d'intervento (che riguardano la sicurezza), ma anche problematiche di tipo sociale per le quali il cittadino trova valido e utile rivolgersi a un militare.
«I carabinieri di quartiere - proseguono in via Giordano Bruno - hanno superato corsi di addestramento specifico e le loro peculiarità consistono nel dialogare con la cittadinanza, trasmettere senso di sicurezza, ricevere informazioni e segnalazioni che vengono vagliate e condivise con i colleghi».
Ma pur sempre uomini dell'Arma sono, con compiti specifici, con la capacità di ascoltare e dare giusti suggerimenti a chi ne faccia richiesta. Spesso pure le operazioni di contrasto ai reati di furto - o altro - partono proprio dalla "voce della strada" da loro raccolta.
Di recente, in ben due casi che hanno portato all'arresto di alcune persone per utilizzo indebito di carte di credito rubate, le prime informazioni sono state "recuperate" proprio dal carabiniere di quartiere, che ha poi chiamato in causa i colleghi già in servizio.
A testimonianza della riconoscenza della città a questa "presenza amica" del carabiniere di quartiere: uno solo che pattuglia a piedi strade e piazze per stare vicino ai problemi quotidiani della gente.
Una specie di "bobby", per dirla in modo anglosassone, con una divisa un po' diversa per farsi riconoscere subito: con una striscia rossa trasversale. Dotato di palmare di ultima generazione per i contatti rapidi e sinergici con la centrale operativa, per essere orecchie ed occhi dei colleghi di pattuglia sul territorio. Particolare tipo di servizio per la sicurezza e l'ordine pubblico.
«Si risponde così - spiegano al comando compagnia - all'avvertita esigenza di integrare il controllo del territorio. Soprattutto nelle aree del centro dove la consistente concentrazione di residenti ha, in parte, affievolito il tradizionale rapporto personale e diretto del carabiniere col cittadino, riducendo la capacità di interpretare le istanze e le necessità della collettività. Un'attività - aggiungono negli uffici - che costituisce un'imprescindibile filosofia di intervento e una formula operativa finalizzata ad alimentare un già proficuo rapporto di fiducia e collaborazione».
Punto di connessione tra il cittadino e la pubblica amministrazione, poiché le segnalazioni non interessano solo richieste d'intervento (che riguardano la sicurezza), ma anche problematiche di tipo sociale per le quali il cittadino trova valido e utile rivolgersi a un militare.
«I carabinieri di quartiere - proseguono in via Giordano Bruno - hanno superato corsi di addestramento specifico e le loro peculiarità consistono nel dialogare con la cittadinanza, trasmettere senso di sicurezza, ricevere informazioni e segnalazioni che vengono vagliate e condivise con i colleghi».
Ma pur sempre uomini dell'Arma sono, con compiti specifici, con la capacità di ascoltare e dare giusti suggerimenti a chi ne faccia richiesta. Spesso pure le operazioni di contrasto ai reati di furto - o altro - partono proprio dalla "voce della strada" da loro raccolta.
Di recente, in ben due casi che hanno portato all'arresto di alcune persone per utilizzo indebito di carte di credito rubate, le prime informazioni sono state "recuperate" proprio dal carabiniere di quartiere, che ha poi chiamato in causa i colleghi già in servizio.
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