Italia
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«Chi compra Lucchiniconfermi le bonifichee gli investimenti»
Oggi a Pisa Tortolini e una delegazione di lavoratori e sindacalisti incontrano il segretario Bersani
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PIOMBINO. Matteo Tortolini e la segreteria del Pd guideranno la delegazione piombinese che oggi incontra nella sede pisana del Pd il segretario Pierluigi Bersani per discutere del caso Lucchini in vista della riunione col ministro Claudio Scajola, fissata per martedì prossimo. Un incontro in cui il Pd piombinese discuterà con Bersani quella che definisce una vera e propria piattaforma territoriale da presentare al governo, sulle condizioni ritenute necessarie «per tutelare il comprensorio in questo delicato passaggio». Cioè nella fase dell'ormai sicura cessione dello stabilimento da parte della Severstal.
Oggi a Pisa ci saranno anche lavoratori della Lucchini e delle aziende siderurgiche, una delegazione delle organizzazioni sindacali, l'Autorità portuale, i rappresentanti delle organizzazioni delle piccole e medie imprese.
«Abbiamo organizzato in fretta e furia questo incontro - dice Tortolini - perché di grande rilevanza in vista del tavolo dal ministro Scajola. All'incontro con Bersani abbiamo voluto oltre alle rappresentanze dei lavoratori anche le organizzazioni di riferimento del commercio, artigianato e dell'agricoltura perché la questione non è solo industriale ma riguarda un intero territorio che vuole guardare unito al futuro».
«L'iniziativa del Pd toscano e l'incontro istituzionale con le forze sindacali e i lavoratori della Lucchini - sostiene Tortolini - hanno avuto il merito di aver portato la questione Piombino dove merita, ovvero all'interno delle grandi questioni nazionali che un Paese deve affrontare. In prospettiva del tavolo al ministero dell'Industria a nostro giudizio il territorio insieme ai livelli istituzionali deve produrre una vera piattaforma territoriale per incalzare il governo».
Cinque dunque sono i punti indicati dal Pd. Il primo è, spiega Tortolini, che «chi viene dovrà costruire un patto col territorio di natura produttiva e ambientale. Il secondo prevede la conferma degli investimenti produttivi e di natura ambientale per gli impianti, il terzo riguarda il processo di bonifica dell'area industriale dentro il tavolo ministeriale e d'intesa con le istituzioni locali, che comprende una soluzione positiva per il nuovo impianto di smaltimento rifiuti e per la Tap».
Al quarto punto della piattaforma «il mantenimento degli impegni per un'intesa sul corridoio infrastrutturale 398, liberazione di città futura e spostamento del cantiere Siderco, la cessione delle aree per il distretto della nautica», al quinto gli impegni che verranno richiesti «per una politica aziendale orientata alla sicurezza sul lavoro e alla garanzia dei livelli occupazionali».
Tortolini dunque ribadisce che «Piombino non è solo industria e il governo e la Regione, sulla base della progettualità locale, devono sostenere l'accelerazione di un processo di diversificazione imperniato sulle piccole e medie imprese, sul porto, su un distretto di energia pulita e sull'agricoltura di qualità. Per questo il territorio ha una sua autonomia - conclude - e in questa vicenda vuole mostrare una sua personalità. Perché non saremo disposti a fare passi indietro per tornare a una esclusiva logica produttivistica e industrialista».
Oggi a Pisa ci saranno anche lavoratori della Lucchini e delle aziende siderurgiche, una delegazione delle organizzazioni sindacali, l'Autorità portuale, i rappresentanti delle organizzazioni delle piccole e medie imprese.
«Abbiamo organizzato in fretta e furia questo incontro - dice Tortolini - perché di grande rilevanza in vista del tavolo dal ministro Scajola. All'incontro con Bersani abbiamo voluto oltre alle rappresentanze dei lavoratori anche le organizzazioni di riferimento del commercio, artigianato e dell'agricoltura perché la questione non è solo industriale ma riguarda un intero territorio che vuole guardare unito al futuro».
«L'iniziativa del Pd toscano e l'incontro istituzionale con le forze sindacali e i lavoratori della Lucchini - sostiene Tortolini - hanno avuto il merito di aver portato la questione Piombino dove merita, ovvero all'interno delle grandi questioni nazionali che un Paese deve affrontare. In prospettiva del tavolo al ministero dell'Industria a nostro giudizio il territorio insieme ai livelli istituzionali deve produrre una vera piattaforma territoriale per incalzare il governo».
Cinque dunque sono i punti indicati dal Pd. Il primo è, spiega Tortolini, che «chi viene dovrà costruire un patto col territorio di natura produttiva e ambientale. Il secondo prevede la conferma degli investimenti produttivi e di natura ambientale per gli impianti, il terzo riguarda il processo di bonifica dell'area industriale dentro il tavolo ministeriale e d'intesa con le istituzioni locali, che comprende una soluzione positiva per il nuovo impianto di smaltimento rifiuti e per la Tap».
Al quarto punto della piattaforma «il mantenimento degli impegni per un'intesa sul corridoio infrastrutturale 398, liberazione di città futura e spostamento del cantiere Siderco, la cessione delle aree per il distretto della nautica», al quinto gli impegni che verranno richiesti «per una politica aziendale orientata alla sicurezza sul lavoro e alla garanzia dei livelli occupazionali».
Tortolini dunque ribadisce che «Piombino non è solo industria e il governo e la Regione, sulla base della progettualità locale, devono sostenere l'accelerazione di un processo di diversificazione imperniato sulle piccole e medie imprese, sul porto, su un distretto di energia pulita e sull'agricoltura di qualità. Per questo il territorio ha una sua autonomia - conclude - e in questa vicenda vuole mostrare una sua personalità. Perché non saremo disposti a fare passi indietro per tornare a una esclusiva logica produttivistica e industrialista».
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