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Influenza A, due casi sospetti a Villamarina

Un’infermiera spinge un carrello in un reparto di terapia intensiva
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Un’infermiera spinge un carrello in un reparto di terapia intensiva

Due donne sono ricoverate da ieri a Villamarina per il sospetto che abbiano contratto l'influenza A. Secondo l'Asl (che ogni giorno diffonde ai giornali quello che chiama "bollettino pandemico") sono comunque in buone condizioni, ricoverate dopo il passaggio al pronto soccorso nel reparto di medicina, ma non a contatto con altri pazienti

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PIOMBINO. Si tratta solo di casi sospetti, dunque, e alle due donne (una di 23 anni, l'altra di 38) è stato fatto il tampone per verificare se si tratti appunto di influenza A, il cui elemento più significativo resta quello dell'alta contagiosità.

Un fatto che avrà un puro rilievo statistico - sottolineano i medici - visto che poi di fatto la terapia non cambierà, sempre ovviamente che la situazione resti sotto controllo, cioè che le condizioni generali delle due donne rimangano buone, come appunto le definisce l'Asl. E se così sarà torneranno a casa nel giro di un paio di giorni.

Del resto in Italia si stima che già un milione e mezzo di italiani si siano ammalati di influenza A con lievi conseguenze: le vittime (una quarantina) erano tutte affette da altre patologie.

Anche a Piombino e nel resto della Val di Cornia ci sono numerose persone (in particolari bambini) che hanno contratto virus influenzali o parainfluenzali di diversa natura ma comunque con conseguenze lievi per i pazienti, semplicemente costretti a letto per pochi giorni. Secondo l'Asl in questo senso sta funzionando bene il filtro dei medici di famiglia, che inviano al pronto soccorso solo i casi più importanti o dove i timori di complicazioni sono maggiori.

Le due donne sono arrivate al pronto soccorso proprio perché già sofferenti di problemi respiratori. E per questo poi sono state ricoverate in osservazione, nell'attesa dei risultati del tampone e dell'azione dei normali medicinali antinfluenzali.

All'ospedale comunque, sempre a segnalare il buon funzionamento del filtro rappresentato dai medici di famiglia, non sono segnalati aumenti degli accessi al pronto soccorso rispetto allo stesso periodo. E proprio su questo punto l'Asl insiste: evitare il più possibile di andare al pronto soccorso, uno dei luoghi dove più alto è il rischio di contagio. (cloz)

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