PIOMBINO
Una nuova centrale fotovoltaica
Katia Ghilli
Nel corso di una delle sue ultime sedute, la giunta Anselmi ha approvato lo studio di fattibilità per la realizzazione di una centrale fotovoltaica da 6 megawatt a Montegemoli. Si tratta di una delle centrali più grandi d'Italia capaci di trasformare i raggi del sole in energia. L'idea progettuale ha avuto inizio nel giugno 2008.
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PIOMBINO. Nel corso di una delle sue ultime sedute, la giunta Anselmi ha approvato lo studio di fattibilità per la realizzazione di una centrale fotovoltaica da 6 megawatt a Montegemoli. Si tratta di una delle centrali più grandi d'Italia capaci di trasformare i raggi del sole in energia. L'idea progettuale ha avuto inizio nel giugno 2008.
Con l'approvazione, da parte del consiglio comunale, di un atto d'indirizzo per la compravendita d'un terreno, di circa 13 ettari, a Montegemoli dove installare centinaia di pannelli fotovoltaici.
Alcune settimane più tardi, la giunta comunale affidò al consorzio Toscana Energia srl, del quale l'ente fa parte, la realizzazione di uno studio di fattibilità che è stato appena depositato negli uffici comunali. Tra l'altro, all'interno del consorzio opera un collegio tecnico del quale fanno parte il professor Giglioli dell'Università di Pisa ed il professor Basosi dell'Università di Siena, considerati tra i più illustri esperti italiani di pannelli fotovoltaici. I risultati positivi dello studio di fattibilità hanno spinto la giunta comunale a continuare nel percorso di realizzazione della centrale ad impatto ambientale contenuto per produrre energia pulita, derivante dal sole. La centrale nascerà in una porzione di terreno vicina al comparto produttivo già esistente, vicina all'area industriale, sul quale non gravano i vincoli paesaggistici ed accessibile alla grande viabilità. I sei megawatt di energia prodotta saranno venduti al gestore nazionale, permettendo al Comune di scomputare la propria spesa per energia elettrica, che si aggira sui 600mila euro l'anno. Non solo: l'amministrazione comunale conta di guadagnare altri 750mila euro all'anno.
L'iniziativa è partita con l'approvazione di un decreto da parte del ministero dello sviluppo economico e del ministero dell'ambiente, nel febbraio 2007, con il quale si definivano criteri e modalità per incentivare la produzione di energia elettrica mediante pannelli fotovoltaici. Lo stesso decreto stabilisce anche gli incentivi da erogare in conto energia anziché in conto capitale, basati cioè su una tariffa incentivante per ogni chilovattora prodotta. La realizzazione della centrale fotovoltaica sarà affidata ad una ditta attraverso una gara di evidenza pubblica. Chi vincerà dovrà effettuare a proprie spese anche la manutenzione dell'impianto. Tutto questo grazie all'utilizzo dei contributi statali per le centrali pulite che hanno una durata ventennale.
Al Comune spetterà l'acquisto del terreno. All'interno di questa importante "partita" energetica giocano un ruolo chiave i benefici ambientali. «In base alla stima fatta dalla relazione tecnica - dicono in Comune - questa operazione permetterebbe alle casse comunali d'introitare circa 750 mila euro l'anno. Consentirebbe inoltre di immettere in rete 7 milioni di chilowattora l'hanno prodotte da fonti energetiche rinnovabili con un risparmio di energia primaria pari a 1875 tonnellate equivalenti di petrolio. Il Comune, inteso come ente locale e non come complesso delle attività presenti nel territorio comunale, nel 2007 ha consumato per tutte le forniture energetiche (elettricità, metano, gasolio, gpl, benzina) 1504 tonnellate equivalenti di petrolio». Tradotto in parole semplici, significa che la centrale consentirà al Comune di fregiarsi del titolo di Comune che non consuma energia primaria e che non inquina l'atmosfera, riducendo notevolmente la produzione di anidride carbonica.
Con l'approvazione, da parte del consiglio comunale, di un atto d'indirizzo per la compravendita d'un terreno, di circa 13 ettari, a Montegemoli dove installare centinaia di pannelli fotovoltaici.
Alcune settimane più tardi, la giunta comunale affidò al consorzio Toscana Energia srl, del quale l'ente fa parte, la realizzazione di uno studio di fattibilità che è stato appena depositato negli uffici comunali. Tra l'altro, all'interno del consorzio opera un collegio tecnico del quale fanno parte il professor Giglioli dell'Università di Pisa ed il professor Basosi dell'Università di Siena, considerati tra i più illustri esperti italiani di pannelli fotovoltaici. I risultati positivi dello studio di fattibilità hanno spinto la giunta comunale a continuare nel percorso di realizzazione della centrale ad impatto ambientale contenuto per produrre energia pulita, derivante dal sole. La centrale nascerà in una porzione di terreno vicina al comparto produttivo già esistente, vicina all'area industriale, sul quale non gravano i vincoli paesaggistici ed accessibile alla grande viabilità. I sei megawatt di energia prodotta saranno venduti al gestore nazionale, permettendo al Comune di scomputare la propria spesa per energia elettrica, che si aggira sui 600mila euro l'anno. Non solo: l'amministrazione comunale conta di guadagnare altri 750mila euro all'anno.
L'iniziativa è partita con l'approvazione di un decreto da parte del ministero dello sviluppo economico e del ministero dell'ambiente, nel febbraio 2007, con il quale si definivano criteri e modalità per incentivare la produzione di energia elettrica mediante pannelli fotovoltaici. Lo stesso decreto stabilisce anche gli incentivi da erogare in conto energia anziché in conto capitale, basati cioè su una tariffa incentivante per ogni chilovattora prodotta. La realizzazione della centrale fotovoltaica sarà affidata ad una ditta attraverso una gara di evidenza pubblica. Chi vincerà dovrà effettuare a proprie spese anche la manutenzione dell'impianto. Tutto questo grazie all'utilizzo dei contributi statali per le centrali pulite che hanno una durata ventennale.
Al Comune spetterà l'acquisto del terreno. All'interno di questa importante "partita" energetica giocano un ruolo chiave i benefici ambientali. «In base alla stima fatta dalla relazione tecnica - dicono in Comune - questa operazione permetterebbe alle casse comunali d'introitare circa 750 mila euro l'anno. Consentirebbe inoltre di immettere in rete 7 milioni di chilowattora l'hanno prodotte da fonti energetiche rinnovabili con un risparmio di energia primaria pari a 1875 tonnellate equivalenti di petrolio. Il Comune, inteso come ente locale e non come complesso delle attività presenti nel territorio comunale, nel 2007 ha consumato per tutte le forniture energetiche (elettricità, metano, gasolio, gpl, benzina) 1504 tonnellate equivalenti di petrolio». Tradotto in parole semplici, significa che la centrale consentirà al Comune di fregiarsi del titolo di Comune che non consuma energia primaria e che non inquina l'atmosfera, riducendo notevolmente la produzione di anidride carbonica.
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